L’inquinamento in l’Italia

L’inquinamento atmosferico è al momento una delle più grandi minacce ambientali per la salute umana in Italia e nel mondo. Secondo molti esperti dovrebbe essere percepita come la seconda più grande minaccia ambientale dopo il riscaldamento globale.
L’Agenzia Europea per l’Ambiente stima che nel 2017 circa l’85% della popolazione europea che vive nelle aree urbane è stata esposta a livelli di particolato ritenuto dannoso per la salute dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).
L’inquinamento atmosferico avrebbe causato, nell’arco del solo 2018, circa 492.600 morti premature in tutta Europa. Nella sola Unione Europea a 28 Stati, sarebbe responsabile di 452.400 morti premature. Di seguito una lista dei Paesi Europei con più morte premature correlate all’inquinamento nel 2018 secondo l’Agenzia Europea per l’Ambiente, suddivisa per agente inquinante.

L’Italia al 2018 risulta essere uno dei primi Paesi dell’Unione Europea per decessi prematuri dovuti all’inquinamento. Nel 2018 sono state registrate in Italia circa 65.700 morti premature legate al fenomeno (erano 76.200 nel 2017). Il danno economico legato all’inquinamento (stimato in costi sanitari e giorni di lavoro persi), solo in Italia, oscilla tra 50 e 140 miliardi di euro all’anno ogni anno. Per approfondire la principali cause di morte in Italia puoi leggere questo articolo.

Le città italiane più inquinate

In dieci anni, la concentrazione di sostanze inquinanti nell’aria delle città italiane è leggermente migliorata. Nel 2019 Legambiente aveva identificato 54 città che avevano superato il limite previsto per le polveri sottili (Pm10) o per l’ozono (O3). Nel 2020, causa pandemia, il bilancio è migliorato, ma rimane preoccupante: su 96 capoluoghi di provincia analizzati, ben 35 sono andati oltre i limiti stabiliti dalla legge per la concentrazione giornaliera di polveri sottili (Pm10) per più di 35 giorni nell’anno solare. Di seguito la lista delle 20 città dove la situazione risulta più critica.

Com’è possibile evincere dai dati, Torino si aggiudica la vetta della classifica, come nell’anno precedente. Molte città inquinate si riscontrano in Lombardia, Veneto e Emilia-Romagna. Tuttavia, le criticità risultano diffuse su tutto lo Stivale, dunque urgono importanti politiche a livello nazionale.

Le fonti di emissioni inquinati sono essenzialmente tre: i trasporti, gli impianti di riscaldamento/raffrescamento, l’industria (compresa quella agroalimentare). Per gli esperti servirebbero interventi profondi in ognuno di questi settori, con dei conseguenti cambiamenti radicali nello stile di vita dei cittadini.

Trasporti e inquinamento in Italia

I veicoli in circolazione in Italia al 31 dicembre 2019 risultano circa 52,4 milioni (+1,4% in un anno). Si parla di 39,5 milioni di autovetture, 6,9 milioni di motocicli e 5,7 milioni di veicoli commerciali e industriali. L’Italia è uno dei Paesi europei con i più alti tassi di motorizzazione. Il dato italiano stride fortemente con le tendenze relative al futuro della mobilità, che diventa sempre più condivisa.

In questo frangente, l’Italia dovrebbe ripensare l’uso di strade, piazze e spazi pubblici delle città; creare ampie zone con velocità massima bassa, nuovi spazi verdi, zone centrali a pedaggio, più vaste aree a emissioni limitate; incentivare l’uso di mezzi di trasporto pubblici e spingere maggiormente l’acquisto di auto che usano parzialmente o non usano fonti fossili. Infine, occorrerebbero pesanti interventi mirati alla riduzione delle emissioni da porti e aeroporti. La costruzione di banchine portuali elettrificate, l’incentivazione all’uso di aerei/navi a più basso impatto ambientale, l’istituzione di una tassazione per attracchi/decolli proporzionale alle emissioni nocive… sono alcuni dei provvedimenti che in parte l’Italia sta adoperando, ma andrebbero potenziati.

Riscaldamento, industria e agricoltura

Per quanto riguarda i sistemi di riscaldamento/raffrescamento, occorrerebbe continuare ad incentivare l’acquisto di prodotti che non prevedano o prevedano solo parzialmente l’uso del gas. Al contempo, si dovrebbe prevedere la disincentivazione di stufe a pellets e biomasse. Secondo Assotermica, nel 2019, risultano installate 19 milioni di caldaie in Italia. La maggior parte di esse sarebbe caratterizzata da bassi rendimenti ed emissioni elevate. L’età media del parco installato medio supererebbe i 15 anni.

Per quanto riguarda l’industria, l’agricoltura e la zootecnia, è fondamentale incentivare l’applicazione di moderne tecnologie pulite. Ciò si potrebbe realizzare istituendo l’obbligatorietà di programmi di innovazione e riconversione dei siti maggiormente inquinanti, incentivando l’installazione di sistemi di monitoraggio continuo sulle fonti emissive.
In particolare, per la zootecnia, occorrerebbe concentrarsi sul miglioramento della gestione dei liquami zootecnici. L’ammoniaca, reagendo in atmosfera, forma infatti materiale particolato e ben il 94% delle emissioni di ammoniaca proverrebbe dal settore agricolo, secondo Legambiente.

Il futuro dell’inquinamento in Italia

Gli interventi appena menzionati risultano costosi e complessi e incidono profondamente sulla quotidianità di milioni di cittadini e imprese. Non tutta la popolazione è pronta culturalmente a questi cambiamenti. La tecnologia non è ancora sviluppata a tal punto da favorire la transizione energetica di interi settori. Gli Stati non dispongono di capitoli di spesa pubblica così ingenti da realizzare riconversioni su larga scala in tempi brevi.

Tuttavia, se si vorrà garantire determinati standard di benessere dei cittadini e affrontare seriamente il tema del riscaldamento globale, nei prossimi anni, occorrerà mettere al centro dei programmi di sviluppo la sostenibilità ambientale. Ciò dovrà avvenire a livello nazionale, ma anche a livello sovranazionale per ottenere i risultati sperati. Per approfondire il tema si consiglia di leggere l’articolo sull’energia del futuro.

TAKE AWAY

► L’inquinamento in Unione Europea è stato responsabile di oltre 490.000 morti premature nel 2018. L’Italia conta nel 2018 oltre 65.000 morti premature, risultando uno dei Paesi europei più colpiti dal fenomeno.
► La città più inquinata di Italia risulta Torino, assieme a tutta la zona che comprende la pianura Padana, ma si ravvisano criticità in tutto il territorio italiano. Per arginare l’inquinamento si dovrebbero prevedere interventi articolati e costosi su tre fronti: trasporti, impianti di riscaldamento/raffrescamento e industria.
► Vista la complessità del tema, che incide profondamente sulla organizzazione dell’intera società, occorrerà uno sforzo titanico a livello nazionale e internazionale.

Fonti:
Legambiente – Mal’aria di città 2021 – Gennaio 2021
Agenzia europea per l’ambiente – Air quality in Europe 2020 Report – Novembre 2020
Agenzia europea per l’ambiente – L’ambiente in Europa: Stato e prospettive nel 2020 – Dicembre 2019
LeasePlan – Car Cost Index 2020 – Settembre 2020
Ufficio Studi ANIMA e Assotermica – Studio Statistico 2018 – 2019