Matrimoni, separazioni e divorzi in Italia

A fine 2018 risultano sposati in Italia 14,19 milioni di uomini e 14,36 milioni di donne; rispettivamente il 48,3% e il 46,3% della popolazione del rispettivo sesso. Nel 2011 gli sposati erano 14,47 milioni (il 49,4%) e le sposate 14,48 milioni (il 47,2%).
Per quanto riguarda i divorziati, a fine 2018 risultano circa 681.000 uomini e 990.000 donne. Nel 2011 erano rispettivamente circa 524.000 e 839.000. Nel 1991 150.000 e 225.000.
Si ricorda che la separazione è l’istituto giuridico che sospende gli effetti del matrimonio in attesa del divorzio e dunque fa decadere i doveri di coabitazione e di fedeltà; il divorzio è l’istituto giuridico che decreta la fine di un matrimonio.

In generale, con il passare del tempo si è assistito ad un calo piuttosto evidente delle celebrazioni nei matrimoni; al contempo, si osserva ad un costante aumento delle separazioni e dei divorzi. In particolare, dal 2014 al 2015, si è registrato un forte boom dei divorzi a seguito dell’istituzione del c.d. “divorzio breve”, introdotto in Italia con la legge 55/2015.

Quanti matrimoni si celebrano in Italia

Di seguito una panoramica ISTAT sui matrimoni in Italia dal 1971 al 2019.

Per quanto riguarda i matrimoni, nel 2019 sono stati celebrati in Italia 184.088 matrimoni, 11.6900 in meno rispetto al 2018 (-6%). Di questi, il 79% è stato un primo matrimonio, i restanti seconde o successive nozze.
Calano nel tempo soprattutto i primi matrimoni, mentre aumenta, l’età media dei coniugi alle prime nozze: nel 2019 gli sposi hanno 33,9 anni e le spose 31,7. Prosegue dunque la tendenza a sposarsi sempre più tardi (rispettivamente 1,8 e 2,3 anni in più rispetto al 2008).

I primi matrimoni registrano un calo dovuto in parte alla contrazione delle nascite (per saperne di più sulla demografia in Italia puoi leggere l’apposito articolo) e alla progressiva diffusione delle libere unioni. Quest’ultime, dal 1998-1999 al 2018-2019, sono più che quadruplicate passando da circa 340.000 a 1,370 milioni. Le libere unioni sono sempre più diffuse anche nel caso di famiglie con figli; l’incidenza di bambini nati fuori del matrimonio è in continuo aumento: nel 2019 un nato su tre ha genitori non coniugati.

Matrimoni civili e religiosi

Nel 2018, per la prima volta nella storia, i matrimoni con rito civile hanno superato quelli con rito religioso; nel 2019 i matrimoni con rito civile hanno rappresentano il 52,6% del totale delle unioni (erano il 36,7% nel 2008 e il 2,3% nel 1970). Per approfondire il tema delle religioni in Italia, si rimanda all’apposito articolo. In questo ambito è ancora molto forte il divario territoriale. Al Nord la quota di matrimoni con rito civile è maggiore rispetto al Sud meno della metà (30,4%). La crescita del rito civile è trainata sia dall’aumento dei secondi matrimoni, sia dalle unioni in cui almeno uno degli sposi è straniero.

Anche la scelta del regime patrimoniale di separazione dei beni è un fenomeno in rapida crescita: nel 2019 riguarda il 72,8% dei matrimoni (62,7% nel 2008, 40,9% nel 1995).

Matrimoni misti e unioni civili tra omosessuali

Nel 2019 sono state celebrate 34.185 nozze con almeno uno sposo straniero, valore sempre in aumento negli ultimi 5 anni. Nelle coppie miste, la tipologia più frequente è quella in cui lo sposo è italiano e la sposa è straniera: si tratta di quasi 18.000 nozze celebrate nel 2019) pari al 9,7% del totale delle celebrazioni dell’anno.

Gli uomini italiani che nel 2019 hanno sposato una cittadina straniera hanno nel 17,0% dei casi una moglie rumena, nel 14,0% un’ucraina, nel 6,5% una brasiliana e nel 6,3% una russa. Le donne italiane che hanno contratto matrimonio con un cittadino straniero, invece, hanno più spesso sposi con cittadinanza marocchina (15,2%) o albanese (9,7%).

Per quanto riguarda le unioni civili tra coppie dello stesso sesso, nel 2019, ne sono state costituite 2.297 presso gli Uffici di Stato Civile dei comuni italiani. Queste si vanno a sommare a quelle già costituite nel corso del 2016, anno in cui sono state promulgate (2.336), del 2017 (4.376) e del 2018 (2.808).

Quanti matrimoni finiscono in divorzio in Italia

Per quanto riguarda i divorzi, come anticipato, i dati del 2015 e degli anni successivi risentono degli effetti del “divorzio breve” e fanno registrare un consistente aumento. Tale istituto e ha semplificato e velocizzato la possibilità di porre fine al matrimonio, ma l’aumento de divorzi era un trend ravvisabile già dagli inizi degli anni ’80.

La durata media del matrimonio al momento della separazione è al 2015 di circa 17 anni. In media i mariti separati hanno 48 anni, le mogli 45. Di seguito una panoramica ISTAT sulle separazioni e i divorzi in Italia dal 1971 al 2019.

TAKE AWAY

► Nel corso del tempo si è assistito ad un calo delle celebrazioni nei matrimoni. A fine 2018 risultano sposati 14,19 milioni di uomini e 14,36 milioni di donne. Nel 2019 sono stati celebrati quasi 184.000 matrimoni (erano più di 400.000 negli anni ’70).
► Nel 2018, per la prima volta nella storia dell’Italia, i matrimoni con rito civile hanno superato quelli con rito religioso. Aumenta la diffusione delle libere unioni e ci si sposa sempre più in là con l’età.
► Aumenta costantemente il numero delle separazioni e dei divorzi. A fine 2018 risultano divorziati 681.000 uomini e 990.000 donne. I divorzi nel 2019 sono rispettivamente circa 85.000 (erano meno di 20.000 annualmente negli anni ’70 e ’80).
► Le coppie dello stesso sesso unite in unione civile risultano a fine 2019 oltre 11.800.

Fonti:
ISTAT – Matrimoni, unioni civili, separazioni e divorzi – Febbraio 2021
ISTAT – Serie storiche: Matrimoni, separazioni legali e scioglimenti di matrimonio 1862-2014
Legge 6 maggio 2015, n. 55 – Disposizioni in materia di scioglimento o di cessazione degli effetti civili del matrimonio nonché di comunione tra i coniugi – Maggio 2015
ISTAT – Rapporto Annuale 2020 – Luglio 2020