L’immigrazione e gli stranieri residenti in Italia

Nei primi anni Duemila, in Italia, si è registrata un’accelerazione dell’immigrazione legalmente riconosciuta, concentrata nelle aree urbane economicamente più forti del Paese. La regolarizzazione degli immigrati, introdotta nel 2002 con la legge Bossi-Fini, insieme all’ingresso di Romania e Bulgaria nell’Unione Europea, ha fatto aumentare vertiginosamente i permessi di soggiorno in Italia per coloro che possedevano un contratto di lavoro. Nel solo decennio 2005-2014 i residenti stranieri regolari in Italia sono cresciuti di 3,2 milioni di unità grazie alla regolarizzazione e alle acquisizioni di cittadinanza. Si tratta di un’esperienza simile a quella registrata contemporaneamente in Spagna e a quella vissuta precedentemente da Francia e Germania.

Dopo l’incremento dovuto alle regolarizzazioni osservato nei primi anni Duemila, gli ingressi dall’estero hanno avuto una battuta di arresto. Dal 2015 al 2017 le immigrazioni sono tornate ad aumentare per via dei flussi provenienti dai Paesi che si affacciano sul Mediterraneo, caratterizzati prevalentemente da cittadini in cerca di accoglienza per asilo e protezione umanitaria. Dal 2018 le immigrazioni hanno subito un’ulteriore battuta d’arresto, continuando a diminuire nel corso del 2019 e del 2020. Il fenomeno degli sbarchi nel Meridione provenienti dal Nord Africa, che nel 2017 ha coinvolto circa 119.000 persone, nel 2020 ha riguardato circa 34.150 unità.

Di seguito una panoramica riguardo il numero di cittadini stranieri regolarmente residenti in Italia dal 2003 al 2019. I dati ISTAT fanno riferimento al 1 Gennaio di ogni anno.

Al 1 Gennaio 2020 sono 5.306.548 i cittadini stranieri iscritti in anagrafe, l’8,8% del totale della popolazione residente, con un aumento, rispetto all’anno precedente di 47.000 unità (+0,9%).

I Paesi di provenienza degli stranieri residenti in Italia

Di seguito una panoramica, al 1 Gennaio 2020, riguardo la provenienza degli oltre 5 milioni di migranti stranieri regolarmente residenti in Italia. Nel grafico è possibile selezionare la macro-area geografica o lo specifico Paese di provenienza, oltre che il sesso dell’immigrato.

Al 31 dicembre 2019 si contano in Italia stranieri provenienti da 193 differenti Paesi; 48 Paesi sono rappresentati da una comunità composta da almeno 10.000 residenti. La graduatoria delle prime cinque cittadinanze resta stabile nel tempo. L’insieme della comunità romena, albanese, marocchina, cinese e ucraina rappresenta da sola circa il 48% del totale degli stranieri residenti.

Nel 2019 le iscrizioni anagrafiche dall’estero dei cittadini stranieri provengono, in valore assoluto, soprattutto da Paesi europei: la Romania, con 35.000 ingressi (13% del totale, -4%), si conferma il principale paese di origine. Meno numerosi i flussi provenienti dall’Albania (circa 23.000) ma in forte aumento (+29%) rispetto all’anno precedente.
Consistenti alcune immigrazioni di origine africana, in particolare quelle provenienti dal Marocco (oltre 19.000, pari a +16%, rispetto al 2018). Tra i flussi provenienti dall’area asiatica, continuano ad aumentare quelli dall’India (12.000, +10%). Numerosi anche gli immigrati stranieri provenienti da Bangladesh (12.000, -14%), Cina (10.000, +2%) e Pakistan (10.000, -26%).
In aumento le iscrizioni dall’America Latina: dal Brasile si contano circa 22.000 iscritti (+24%), raddoppiano i flussi provenienti da Argentina (5.000, +109%).

La presenza degli stranieri nelle regioni italiane

Di seguito una panoramica riguardo le regioni di residenza dei cittadini stranieri regolari, a Gennaio 2020. Nel grafico è possibile visualizzare la presenza di stranieri residenti in termini assoluti o relativi sulla popolazione della regione.

Al 1 Gennaio 2020, i cittadini stranieri risiedono soprattutto nel Nord e nel Centro. Il primato di presenze, in termini assoluti, va alle regioni del Nord-ovest con oltre un terzo (33,8%) del totale degli stranieri. Un cittadino straniero su quattro risiede nelle regioni del Nord-Est e in quelle del Centro. Più contenuta è la loro presenza nel Sud (12,1%) e nelle Isole (4,8%).

Nel 2019, la principale regione di destinazione delle iscrizioni dall’estero dei cittadini stranieri è stata, in termini assoluti, la Lombardia che, da sola, ha accolto circa 57.00 immigrati (22% del totale flussi). Seguono, a grande distanza, Lazio (circa 28.000 iscrizioni dall’estero), Emilia-Romagna (circa 26.000), Veneto (25.000), Toscana (23.000) e Piemonte (21.000).

Identikit degli immigrati

La popolazione straniera in età da lavoro (15-64 anni) nel 2019 in Italia è di circa 4 milioni, mentre gli occupati stranieri sono circa 2,45 milioni. Gli stranieri rappresentano il 10,7% degli occupati. Il tasso di disoccupazione è più alto tra gli stranieri (ca 14%) che tra gli italiani (ca 10%). In media, i lavoratori extracomunitari sono in possesso di un titolo di studio inferiore rispetto alla popolazione italiana e percepiscono una retribuzione media annua inferiore a quella del complesso dei lavoratori. Per avere un quadro più completo sull’immigrazione in Italia, si consiglia la lettura dell’articolo sull’impatto degli immigrati sull’economia italiana.

Nel 2019, le iscrizioni anagrafiche dall’estero (immigrazioni) sono state circa 333.000 (+0,1% sul 2018). Come si è visto, sono diminuite quelle dei cittadini stranieri (ca 265.000, -7,3%), mentre sono in forte aumento i rimpatri degli italiani (ca 68.000, +46%). Per ulteriori informazioni sugli italiani emigrati e rimpatriati si rimanda all’apposito articolo.

La popolazione iscritta in anagrafe nel 2019 per trasferimento dall’estero presenta un lieve squilibrio di genere a favore degli uomini (51%) che tuttavia varia a seconda della cittadinanza dei migranti. In generale, gli immigrati con passaporto europeo sono in prevalenza donne (57%). Al contrario i migranti africani sono in maggioranza uomini (59%).

Nel 2019, l’età media delle donne immigrate straniere è di 33 anni contro i 29 degli uomini. Nello stesso ano, oltre la metà delle iscrizioni dall’estero si concentra nella fascia di età 18-45 anni (63%), fascia per cui si riscontra un sostanziale equilibrio di genere. Al contrario, nelle classi di età più mature (45 anni e oltre) le donne sono sempre più numerose degli uomini (8% uomini contro 12% donne).

Negli ultimi anni gli stranieri hanno contribuito a frenare lo spopolamento del Bel Paese, ma attualmente tale effetto sta diminuendo d’intensità. Per ulteriori informazioni sull’andamento demografico dell’Italia, si rimanda all’apposito articolo.

Un focus sull’immigrazione irregolare

Finora si è discusso dei migranti regolari, ovvero di cittadini stranieri regolarmente in possesso di un permesso di soggiorno e iscritti all’anagrafe. Vi sono però altre categorie di stranieri che possono risiedere in un Paese. Le più importanti sono:

  • Il migrante irregolare, una persona che è entrata nel Paese senza un regolare controllo alla frontiera o che è arrivata regolarmente, ma a cui è scaduto il visto o il permesso di soggiorno. La Fondazione ISMU (Iniziative e Studi sulla Multietnicità) stima circa 517.000 migranti irregolari al 1 Gennaio 2020 (-45.000 in un anno);
  • Il richiedente asilo, che ha richiesto di essere riconosciuto come rifugiato (o altra forma di protezione) e che è in attesa del responso. In Italia, l’UNHCR (l’Alto Commissariato per i Rifugiati delle Nazioni Unite) stima oltre 57.000 richiedenti asilo nel 2020 (erano 47.000 nel 2019 e oltre 105.500 nel 2018).
  • Il rifugiato, una persona che è scappata dal proprio Paese per cercare protezione in un altro. Il rifugiato rientra in certi criteri stabiliti dalla legge nazionale e sovranazionale. In Italia, l’UNHCR stima nel 2020 la presenza di circa 211.000 rifugiati.

In sostanza, a inizio 2020, in Italia risiederebbero circa 6,2 milioni stranieri. Di questi, 5,3 milioni (85,5%) regolarmente iscritti all’anagrafe, 366.000 (6%) regolari non iscritti in anagrafe e 517.000 (8,5%) privi di un valido titolo di soggiorno (tra cui i richiedenti asilo e i rifugiati).
Se si considerano tutti gli status di migranti, i cittadini stranieri residenti passano dal rappresentare l’8,8% della popolazione totale al 10,3%.

Un confronto con i Paesi Europei

Nel grafico sottostante sono messe a paragone le popolazioni di stranieri regolari iscritti all’anagrafi nei Paesi Europei, a Gennaio 2020. Nel grafico è possibile selezionare le percentuali e i numeri assoluti relativi alle popolazioni straniere provenienti dall’UE28 e quelle provenienti da paesi extra UE28.

A inizio 2020, l’Italia risulta il 4° Paese in UE27 per numero di stranieri residenti iscritti all’anagrafe nel proprio Paese in termini assoluti; il 14° in termini relativi sul totale della popolazione residente. Se si considerano solo gli stranieri non Europei, il Bel Paese risulta il 3° in termini assoluti e il 9° in termini relativi.

TAKE AWAY

► A inizio 2020, risultano 6,2 milioni di stranieri in Italia (10,3% della popolazione residente). 5,3 milioni sono iscritti all’anagrafe, 366.000 sono regolari non iscritti all’anagrafe, 517.000 sono irregolari.
► Nel 2019, si sono iscritti all’anagrafe dall’estero 265.000 stranieri, in calo rispetto all’anno precedente. Negli ultimi anni gli stranieri hanno contribuito a frenare lo spopolamento del Bel Paese, ma attualmente tale effetto sta diminuendo d’intensità.
► Nel 2020, le comunità straniere più importanti in Italia sono, in ordine, quella rumena, albanese, marocchina, cinese e ucraina. La maggior parte degli stranieri è residente nelle regioni del Nord e del Centro.
► A inizio 2020, l’Italia risulta il 4° Paese in UE27 per numero di stranieri residenti iscritti all’anagrafe nel proprio Paese in termini assoluti e il 14° in termini relativi sul totale della popolazione residente.

Fonti:
ISTAT – Iscrizioni e cancellazioni anagrafiche della popolazione residente – Gennaio 2021
Ministero dell’Interno – Sbarchi e accoglienza dei migranti: tutti i dati – Marzo 2021
– EUROSTAT – Population on 1 January by age group, sex and citizenship – Marzo 2021
Fondazione ISMU – XXVI Rapporto sulle Migrazioni 2020 – Febbraio 2021
ISTAT – Cittadini Stranieri: popolazione residente e bilancio demografico – Luglio 2020
UNHCR – Statistics, The World in Numbers – Gennaio 2019