L’immigrazione e gli stranieri residenti in Italia

Nei primi anni Duemila, in Italia, si è registrata un’accelerazione dell’immigrazione legalmente riconosciuta, concentrata nelle aree urbane economicamente più forti del Paese. La regolarizzazione degli immigrati, introdotta nel 2002 con la legge Bossi-Fini, ha fatto aumentare vertiginosamente i permessi di soggiorno in Italia per coloro che possedevano un contratto di lavoro. Nel decennio 2005-2014 i residenti stranieri in Italia sono cresciuti di 3,2 milioni di unità grazie alla regolarizzazione e, in piccola misura, alle acquisizioni di cittadinanza. Si tratta di un’esperienza simile a quella registrata contemporaneamente in Spagna e a quella vissuta precedentemente da Francia e Germania.
Negli ultimi anni, si è assistito inoltre al fenomeno degli sbarchi nel Meridione provenienti dal Nord Africa. Nel 2017 ha coinvolto più di 119.000 persone, nel 2018 sono stati contati oltre 23.000 sbarchi, nel 2019 circa 11.500.

Al 31 dicembre 2019 sono 5.306.548 i cittadini stranieri iscritti in anagrafe, l’8,8% del totale della popolazione residente, con un aumento, rispetto all’inizio dell’anno, di 47.000 unità (+0,9%).
Di seguito una panoramica riguardo il numero di cittadini stranieri regolarmente residenti in Italia dal 2003 al 2019. I dati ISTAT fanno riferimento al 1 Gennaio di ogni anno.

Di seguito una panoramica, al 1 Gennaio 2019, riguardo il Paese di provenienza degli oltre 5 milioni di migranti stranieri regolarmente residenti in Italia.

Al 31 dicembre 2019 si contano in Italia 194 differenti cittadinanze, quasi 50 con almeno 10.000 residenti. La graduatoria delle prime cinque cittadinanze resta stabile nel tempo, con le cittadinanze romena, albanese, marocchina, cinese e ucraina a rappresentare da sole quasi il 50% del totale degli stranieri residenti.

Di seguito una panoramica riguardo le regioni di residenza dei cittadini stranieri regolari, dal 2012 al 2020. I dati ISTAT fanno riferimento al 1 Gennaio di ogni anno; sono elencati in ordine decrescente per numero di cittadini stranieri residenti in termini assoluti.

Al 1 Gennaio 2020, i cittadini stranieri risiedono soprattutto nel Nord e nel Centro. Il primato di presenze, in termini assoluti, va alle regioni del Nord-ovest con 1.792.105 residenti di cittadinanza straniera, pari a oltre un terzo (33,8%) del totale degli stranieri. Un cittadino straniero su quattro risiede nelle regioni del Nord-est e in quelle del Centro. Più contenuta è la loro presenza nel Sud (12,1%) e nelle Isole (4,8%).

Per quanto riguarda le iscrizioni anagrafiche dall’estero registrate nel corso del 2019 sono state 333.799 (+0,4% rispetto al 2018); di queste, il 78% riguardavano cittadini stranieri (oltre 260.000 unità).
Nel 2018 si erano iscritti circa 286.000 stranieri. Nello stesso anno, la popolazione migrante iscritta in anagrafe dall’estero aveva evidenziato, nel complesso, un lieve squilibrio di genere a favore degli uomini (56%). Il dato variava a seconda delle cittadinanze dei migranti. Gli immigrati con passaporto europeo erano in prevalenza donne (53%), mentre i migranti africani (70%) e asiatici (75%) erano in maggioranza uomini.

Nel 2018 le iscrizioni anagrafiche dall’estero più numerose erano provenute da Paesi europei: Romania (ca 37.000, -10% rispetto al 2017), Albania (oltre 18.000, +16%), Ucraina (ca 8.000, -2%), Germania (oltre 7.000, +9%) e Regno Unito (poco meno di 7.000, +12%). Per gli ultimi due flussi si trattava prevalentemente di cittadini italiani che aveva fatto rientro in patria dopo un soggiorno all’estero.

Nel 2018 erano state sempre consistenti, ma nettamente in diminuzione, le immigrazioni provenienti dal continente africano. In particolare quelle provenienti da Nigeria (18.000, -24%), Senegal (9.000, -20 %), Gambia (6.000, -30%), Costa d’Avorio (5.000, -27%) e Ghana (5.000, -25%). Il Marocco era l’unico paese africano che segna una variazione positiva rispetto all’anno precedente (ca 17.000, +9%).

Tra i flussi provenienti dall’area asiatica, i più cospicui erano quelli da Bangladesh e Pakistan (entrambi 13.000, in calo rispettivamente dell’8% e 12%); le immigrazioni dall’India invece ammontavano a oltre 11.000 e aumentano del 42% rispetto al 2017.
In aumento anche le iscrizioni dall’America. Dal Brasile si contavano circa 24.000 iscritti (+18%), dal Venezuela circa 6.000 (+43%) e dagli Stati Uniti oltre 4.000 (+16%).

Nel 2018 la principale regione di destinazione delle iscrizioni dall’estero è stata, in termini assoluti, la Lombardia: quest’ultima ha accolto il 20% dei flussi. Seguivano Veneto e Lazio (entrambe 10%), Emilia-Romagna (9%), Toscana e Piemonte (entrambe 7%).

Nel 2018 oltre la metà delle iscrizioni dall’estero si concentrava nella fascia di età 18-40 anni (60%). L’età media delle donne immigrate era di 32,3 anni contro 28,7 degli uomini. La prevalenza di giovani tra gli stranieri residenti, negli ultimi anni, ha fortemente contribuito a rallentare l’invecchiamento della popolazione. Ciononostante, come citato nell’articolo che tratta della demografia italiana, anche i cittadini stranieri incominciano a registrare tassi di fecondità bassi.

Finora si è discusso dei migranti regolari, ovvero di cittadini stranieri regolarmente in possesso di un permesso di soggiorno e iscritti all’anagrafe.
Vi sono però altre categorie di stranieri che possono risiedere in un Paese.
Le più importanti sono:

  • Il migrante irregolare, una persona che è entrata nel Paese senza un regolare controllo alla frontiera o che è arrivata regolarmente, ma a cui è scaduto il visto o il permesso di soggiorno. La Fondazione ISMU (Iniziative e Studi sulla Multietnicità) stima circa 562.000 migranti irregolari al 31 Dicembre 2018 (in leggera crescita rispetto all’anno precedente);
  • Il richiedente asilo, che ha richiesto di essere riconosciuto come rifugiato (o altra forma di protezione) e che è in attesa del responso. Solitamente il richiedente asilo è entrato in maniera irregolare in un Paese. In Italia, il Ministero dell’Interno ha elaborato nel 2018 più di 50.000 richieste di asilo a fronte delle oltre 130.000 elaborate nel 2017;
  • Il rifugiato, una persona che è scappata dal proprio Paese per cercare protezione in un altro. Il rifugiato rientra in certi criteri stabiliti dalla legge nazionale e sovranazionale. In Italia, l’UNHCR (l’Alto Commissariato per i Rifugiati delle Nazioni Unite) stima, al 31 Dicembre 2018, la presenza di circa 189.000 rifugiati.

In sostanza, a fine 2019, in Italia risiederebbero circa 6,3 milioni stranieri. Di questi, 5,3 milioni (84%) regolarmente iscritti all’anagrafe, 404.000 (6,5%) regolari non iscritti in anagrafe e 562.000 (9%) privi di un valido titolo di soggiorno (tra cui i richiedenti asilo e i rifugiati).
Se si considerano tutti gli status di migranti, i cittadini stranieri residenti passano dal rappresentare l’8,8% della popolazione totale al 10,4%.

Nei grafici sottostanti sono messe a paragone le popolazioni di stranieri regolari iscritti all’anagrafe nei Paesi Europei, a Gennaio 2019.

A inizio 2019, l’Italia risulta il 3° Paese in Europa per numero di stranieri residenti iscritti all’anagrafe nel proprio Paese, in termini assoluti. Il 2° se si considerano solo gli stranieri non Europei.
Il Bel Paese risulta invece 18° in termini relativi sul totale della popolazione residente; 10° se si considerano solo gli extracomunitari.

La popolazione straniera in età da lavoro (15-64 anni) nel 2018 in Italia è di circa 4 milioni, mentre gli occupati stranieri sono circa 2,45 milioni. Gli stranieri rappresentano il 10,5% degli occupati e il 14,5% dei disoccupati in Italia. Il tasso di disoccupazione è più alto tra gli stranieri (ca 14%) che tra gli italiani (ca 10%). Nel 2018 i lavoratori extracomunitari hanno percepito una retribuzione media annua inferiore del 35% a quella del complesso dei lavoratori. Per avere un quadro più completo sull’immigrazione in Italia, si consiglia la lettura dell’articolo sull’impatto degli immigrati sull’economia italiana.

TAKE AWAY

► A fine 2019, risultano 6,3 milioni di stranieri in Italia (10,4% della popolazione residente). 5,2 milioni sono iscritti all’anagrafe (8,8%), 400.000 sono regolari non iscritti all’anagrafe (0,7%), 560.000 sono irregolari (0,9%).
► Nel 2019, 260.000 stranieri si sono iscritti all’anagrafe dall’estero. Negli ultimi anni gli stranieri hanno contribuito a frenare lo spopolamento del Bel Paese, ma attualmente tale effetto sta diminuendo d’intensità.
► Le comunità straniere più importanti in Italia sono, in ordine, quella rumena, albanese, marocchina, cinese e ucraina. La maggior parte degli stranieri è residente nelle regioni del Nord e del Centro.
► A livello europeo, l’Italia risulta 2° o 3° tra i Paesi europei per numero di stranieri residenti in termini assoluti, a seconda che si contino solo gli stranieri extracomunitari o i totali. In termini relativi sulla popolazione risulta, 10° o 18°.

Fonti:
UNHCR – Statistics, The World in Numbers – Gennaio 2019
ISTAT – Cittadini Stranieri: popolazione residente e bilancio demografico – Luglio 2020
Fondazione ISMU – XXV Rapporto sulle Migrazioni 2019 – Dicembre 2019
ISTAT – Iscrizioni e cancellazioni anagrafiche della popolazione residente – Dicembre 2019
Ministero dell’Interno – Sbarchi e accoglienza dei migranti: tutti i dati – Dicembre 2019
– EUROSTAT – Population on 1 January by age group, sex and citizenship – 2019