Le principali cause di morte in Italia

Studiare le cause di morte in un Paese è essenziale per varie ragioni.
Innanzitutto aiuta a capire le principali determinanti della salute. Brevemente si possono riassumere nella sfera ambientale (aria, acqua, radiazioni, rumore, rifiuti, clima…), nello stile di vita (attività fisica, fumo, alimentazione, assunzione di alcool o sostanza stupefacenti…) e nella variabili socio-economiche (età, titolo di studio, reddito…).
In secondo luogo, costituisce la principale fonte informativa per definire lo stato di salute di una popolazione e del suo sistema sanitario.
Infine, risulta fondamentale per delineare politiche sanitarie in linea con le esigenze di un Paese. 

Nel seguente articolo si partirà analizzando alcuni dati a livello globale ed europeo, per poi focalizzarsi sullo stato di salute della popolazione italiana. Come ribadito nell’articolo sul sistema sanitario italiano, da molti punti di vista e al netto di alcune criticità, quest’ultimo risulta uno dei migliori al mondo.

A livello mondiale, nel 2016, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha stimato che il 54% dei 56,9 milioni di decessi analizzati sia stata dovuta essenzialmente a dieci cause di morte; per lo più stazionarie negli ultimi 15 anni. Ai primi tre posti troviamo, in ordine, cardiopatia ischemica, ictus ischemico e broncopneumopatia cronica ostruttiva. Solo le prime due cause hanno dato origine a 15,2 milioni di decessi nel 2016, mentre la terza ha ucciso ben 3 milioni di persone. Negli altri posti troviamo, in ordine, le infezioni delle vie respiratorie inferiori (3 milioni); le demenze (2 milioni, più che raddoppiati tra il 2000 e il 2016); il cancro ai polmoni, trachea e bronchi (1,7 milioni); il diabete (1,6 milioni); gli incidenti stradali (1,4 milioni di cui il 74% uomini); le malattie diarroiche (1,4 milioni); la tubercolosi (1,3 milioni).

L’aspettativa di vita alla nascita a livello globale nel 2016 è di 72 anni, contro 66,5 del 2000. Molto si deve alla diffusione delle vaccinazioni, di cui si rimanda allo specifico focus in Italia, ma sono molte le variabili che hanno inciso in questa dinamica positiva. Dal 2000 si registrano netti miglioramenti in tutti i continenti

Purtroppo permangono situazioni critiche in alcuni Paesi poveri. L’aspettativa di vita nel 2016 passa dai 77,5 registrati in media in Europa contro i 61,2 in Africa. Sempre in Africa, il 56% delle morti nel 2016 è dipeso da malattie trasmissibili o malattie materne, perinatali e nutritive. Vi sono inoltre ancora dei tassi mortalità infantili molto alti in determinati Stati africani e mediorientali.
Ciononostante, anche questi Stati mostrano incoraggianti e costanti passi avanti. Si muore sempre meno di malattie trasmissibili, materne, perinatali e nutritive. I dati relativi al 2020, alla luce della pandemia da Covid-19, invertiranno la tendenza positiva degli ultimi anni. Tuttavia, è prevedibile che alla fine della pandemia, si continui sul giusto percorso iniziato.

In Unione Europea, al 2016, la situazione è decisamente migliore rispetto alla media mondiale. Tra il 2006 e il 2016, i tassi di mortalità standardizzati per tumori sono diminuiti del 10,5% per gli uomini e del 5,2% per le donne; per malattie ischemiche del cuore -29,1% per gli uomini e -35,2% per le donne; per incidenti di trasporto -41,8% per gli uomini e -42,7% per le donne; per i tumori del seno -8% per le donne. Per contro, i tassi di mortalità per le malattie del sistema nervoso sono aumentati del 29,6% per gli uomini e del 33,1% per le donne. Di seguito una panoramica sulle principali cause di morte nel 2016 in Europa indicate con il tasso di mortalità per 100.000 abitanti.

Nel 2016 le malattie ischemiche del cuore sono state responsabili di 119 decessi per 100.000 abitanti nell’UE; gli Stati con i tassi più elevati erano la Lituania, la Lettonia, l’Ungheria e la Slovacchia, tra 359 e 561 decessi per 100.000 abitanti; quelli con i più bassi Francia, Paesi Bassi, Spagna, Portogallo, Belgio, Danimarca, Lussemburgo, Italia, Grecia e Slovenia.
Tra le forme più mortali di tumori, vi sono i tumori maligni di: trachea, bronchi e polmoni; colon, giunto rettosigmoideo, retto, ano e canale anale; seno; pancreas; prostata; stomaco; fegato e dotti biliari. I Paesi con le più alte probabilità di decesso per tumore nel 2016 sono risultati l’Ungheria, la Croazia, la Slovacchia e la Slovenia.

Le malattie respiratorie rappresentano, dopo le malattie del sistema circolatorio e i tumori, la terza principale causa di morte in UE nel 2016. Le malattie del sistema respiratorio sono legate all’età. La grande maggioranza dei decessi per tali malattie si registra tra le persone di 65 anni o più. I tassi di mortalità più elevati per malattie respiratorie si sono registrati nel Regno Unito, in Irlanda, in Portogallo, in Danimarca e in Grecia.

Nel complesso, l’Italia si classifica come uno dei Paesi europei più virtuosi per tasso di mortalità totale nel 2016 (843,1 morti su 100.000) insieme a Francia (837,8) e Spagna (829). Al contrario, Bulgaria, Serbia, Lettonia, Romania, Lituania e Ungheria hanno tassi compresi tra 1.425 e 1.600.

Nello specifico, in Italia, nel 2017, le statistiche annuali dell’ISTAT hanno identificato le seguenti principali cause di morte (indicate con numero di morti).
Come sarà possibile evincere dal grafico, le prime tre cause di morte sono le medesime registrate in Unione Europea.
Come in UE, le malattie del sistema cardiovascolare, i tumori e le malattie del sistema respiratorio causano circa il 70% dei morti.

Per meglio approfondire alcune casistiche, di seguito una panoramica sugli omicidi, i morti per incidenti stradali e i suicidi in Italia negli ultimi anni. Sebbene tali cause di morte non siano tra le più frequenti a livello nazionale, vengono citate spesso in quanto in grado di esprimere il livello di sicurezza e gravità dei problemi sociali che investono un Paese.

  • Le vittime di incidenti stradali mortali sono calati molto dal 2001 al 2019 (-55%), ma sono rimaste pressoché stabili dal 2013 al 2019. Il numero dei morti nel 2019, pari a 3.173, diminuisce rispetto al 2018 (-161, -4,8%), per il secondo anno consecutivo dopo l’aumento registrato nel 2017.
  • Nel 2018 si contano 345 omicidi (212 uomini e 133 donne), il 65,6% in meno di quanto registrato nel 1995. Negli ultimi anni è diminuita la mortalità per omicidio volontario soprattutto per gli uomini, in particolare quella causata dalla criminalità organizzata di tipo mafioso. Nei primi anni ’90, si contavano 5 vittime di sesso maschile per ogni donna uccisa. Al 2018, rimangono assassinati più gli uomini delle donne, ma il rapporto è sceso a 1,6. Nel triennio 2016-2018 la quota di stranieri tra le vittime di omicidio è del 21,1%.
    Nel 2018, a un tasso nazionale di 0,57 omicidi per 100.000 abitanti, corrispondono valori pari a 0,43 per il Centro-nord e a 0,83 per il Mezzogiorno.
  • Per quanto riguarda i suicidi, quest’ultimi risultano stabili negli ultimi 30 anni: erano 3.679 nel 1985, 3.911 nel 1995, 3.868 nel 2000, 3.459 nel 2008, 3.959 nel 2017. Com’è possibile evincere dal grafico tale piaga sociale colpisce storicamente più gli uomini. Nel 2017 l’83,6% dei suicidi totali ha riguardato il sesso maschile.

TAKE AWAY

► A livello globale, negli ultimi anni, si registrano netti miglioramenti in tutti i continenti, anche se permangono delle situazioni critiche in alcuni Paesi poveri.
► In Unione Europea, al 2016, la situazione è decisamente migliore rispetto alla media mondiale. L’Italia si classifica come uno dei Paesi europei più virtuosi insieme a Francia e Spagna.
► Le malattie del sistema circolatorio, i tumori e le malattie respiratorie rappresentano le principali cause di morte in Italia e in Europa. Rappresentano circa il 70% dei morti totali.
► Le vittime di incidenti stradali mortali e gli omicidi, entrambi in netto calo rispetto al passato, sono rispettivamente 3.173 nel 2019 e 345 nel 2018. I suicidi risultano stabili e sono pari a circa 3.959 nel 2017.

Fonti:
OMS – WHO Mortality Database – Maggio 2018
Eurostat – Statistiche sulle cause di morte – Luglio 2019
ISTAT – Cause di Morte – Ottobre 2020
Ministero dell’Interno – Dossier Viminale Ferragosto 2020 – Agosto 2020
ISTAT – Le vittime di omicidio, anno 2018 – Marzo 2020
ISTAT e ACI – Incidenti stradali, anno 2019 – Luglio 2020