Emigrazioni dall’Italia e Italiani residenti all’estero

Il popolo italiano è sempre stato caratterizzato per forti tassi di emigrazione. Dal 1861, anno dell’Unità d’Italia al 2020, circa 31 milioni di cittadini italiani hanno lasciato il Bel Paese; più di 19 milioni non hanno mai fatto rientro.
La serie storica presentata di seguito riporta il numero dei cittadini italiani emigrati e rimpatriati dal 1905 al 2020. A partire dagli anni ’60 il fenomeno emigratorio ha subito una forte battuta di arresto, in corrispondenza del boom economico. Dopo le crisi economiche del 2008 e del 2011, le emigrazioni hanno ripreso vigore.

Dal secondo dopoguerra al 2020, sono più di 10 milioni gli italiani che hanno lasciato l’Italia e, tra questi, solo 3,5 milioni sono rientrati in patria.

Immigrati ed emigrati nell’ultimo anno

Nel 2020, ultimo anno per cui si hanno dati, le cancellazioni anagrafiche dall’Italia per l’estero (emigrazioni) sono state circa 160.000 (-10,9% sul 2019). Di queste, il 75% ha riguardato emigrati italiani: circa 121.000 cittadini (numero stabile rispetto agli scorsi anni).
Le iscrizioni anagrafiche dall’estero (immigrazioni) sono state circa 248.000 (-25,6% sul 2019). Sono diminuite sia quelle dei cittadini stranieri (circa 192.000, -27,6%), sia quelle dovute ai rimpatri degli italiani (circa 56.000, -18%). Nel 2020, il saldo migratorio con l’estero degli italiani restituisce un valore positivo di circa 88.000 unità.

Nel 2020, iscrizioni e cancellazioni anagrafiche sono state fortemente influenzate dalle limitazioni alla mobilità interna e soprattutto internazionale causate dalla pandemia. Quest’ultima non ha però frenato gli espatri dei cittadini italiani. Di seguito un focus sulle emigrazioni dell’Italia da parte dei cittadini italiani e non, dal 2009 al 2020.


Negli anni 2009-2020 il saldo migratorio con l’estero degli italiani è stato negativo in media di circa 50.000 unità all’anno. Negli anni 2016-2020 è stato negativo per quasi 67.500 unità all’anno. La situazione, alla luce di quanto ribadito anche nell’articolo che tratta della demografia del Bel Paese, assume dei contorni piuttosto preoccupanti.

Identikit degli emigrati italiani

Nel 2020, come negli anni precedenti, il Regno Unito risulta il Paese preferito di destinazione degli emigrati italiani (con oltre 36.000 unità); seguono Germania (17.000), Francia (13.000) e Spagna (6.000). Tra i paesi extra-europei, le principali mete di destinazione sono Brasile, Stati Uniti, Australia e Canada (nel complesso 16.000). Questi Paesi sono rimasti pressoché invariati nell’ordine negli ultimi 10 anni di emigrazione.

Da un punto di vista di genere, nel 2020, gli italiani espatriati sono prevalentemente uomini (54%). Fino ai 25 anni il contingente di emigrati ed emigrate è ugualmente numeroso.
L’età media degli emigrati è di 32 anni per gli uomini e 30 per le donne. Un emigrato su cinque ha meno di 20 anni, due su tre hanno un’età compresa tra i 20 e i 49 anni mentre la quota di ultracinquantenni è pari al 14%.

Nel 2020 un italiano emigrato su quattro è in possesso di almeno una laurea (circa 30.000). Rispetto all’anno precedente le numerosità dei laureati emigrati è in lieve aumento (+1,4%). In riferimento a questi ultimi dati, appare chiaro che l’emigrazione si concretizza in un serio indebolimento per l’Italia anche da un punto di vista culturale.

I Paesi preferiti dagli italiani all’estero

Per quanto riguarda il numero degli Italiani residenti all’estero, gli iscritti all’AIRE (Anagrafe Italiani Residenti all’Estero), a Gennaio 2021, risultano 5.652.080. Mentre l’Italia ha perso quasi 384.000 residenti sul suo territorio nel 2020, “ne ha guadagnati” 166.000 all’estero (+3% nell’ultimo anno).

Degli oltre 5,6 milioni di iscritti, il 45,5% ha tra i 18 e i 49 anni (oltre 2,5 milioni), il 15% è un minore (848.000 circa di cui il 6,8% ha meno di 10 anni) e il 20,3% ha più di 65 anni (oltre 1,1 milione). Da un punto di vista di genere, le donne iscritte rappresentano il 48,1% del totale.

La Sicilia, con oltre 798.000 iscrizioni, è la regione con la comunità più numerosa di residenti all’estero. La seguono, a distanza, la Lombardia (561.000), la Campania (531.000), il Lazio (489.000), il Veneto (479.000) e la Calabria (430.000).

L’Unione Europea (41,6%) e l’America Centro Meridionale (32,4%) sono le due aree continentali maggiormente interessate dalla presenza di italiani residenti all’estero. Le comunità più consistenti, a gennaio 2020, sono elencate di seguito.

Perché tanti emigrati italiani

Le motivazioni che spingono i cittadini italiani ad emigrare sono molteplici e complesse. Ciononostante, si possono identificare alcuni macro-trend che risultano immutati nel corso del tempo.
Negli ultimi 11 anni le emigrazioni sono da attribuire in gran parte alle difficoltà che si incontrano nel mercato del lavoro italiano. In particolare, le nuove generazioni sono indotte ad investire il proprio talento in Paesi esteri che offrono maggiori opportunità di carriera e retribuzione.

Come evidenziato nell’articolo dedicato al fenomeno delle disoccupazione in Italia, il Bel Paese dovrebbe dedicare una parte importante della propria agenda politica a questo fenomeno. Urgono strategie di lungo periodo dedite a rendere il Paese più appetibile per i residenti; in particolar modo per coloro che posseggono un titolo di studio medio-alto e su cui quindi il Paese ha investito ingenti risorse pubbliche. Circa 245.000 italiani che hanno lasciato il Bel Paese dal 2011 al 2020 erano in possesso di una laurea.

TAKE AWAY

► Il popolo italiano ha evidenziato storicamente alti tassi di emigratorietà. Dal 1861 al 2019 circa 31 milioni di cittadini italiani hanno lasciato il Bel Paese. 19 milioni non hanno mai fatto rientro.
► Dal 2009 al 2020, il saldo migratorio dei cittadini italiani è stato mediamente negativo di 50.000 unità. Sarebbe auspicabile che la politica si occupasse maggiormente del fenomeno dell’emigrazione, in particolare di quella qualificata.
► Ad inizio 2021 risultano oltre 5,6 milioni di cittadini italiani residenti all’estero, per lo più suddivisi tra Unione Europea, America centrale e meridionale.

Fonti:

ISTAT – Iscrizioni e cancellazioni anagrafiche della popolazione residente – Febbraio 2022
Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale – A.I.R.E. – 2022
Fondazione Migrantes – Rapporto Italiani nel Mondo 2021 – Ottobre 2021
– ISTAT – Popolazione e Società: Serie Storiche – 2019
Ministero dell’Interno – Anagrafe degli italiani residenti all’estero – 2021