Emigrazioni dall’Italia e Italiani residenti all’estero

Il popolo italiano è sempre stato caratterizzato per forti tassi di emigrazione. Dal 1861, anno dell’Unità d’Italia, al 2018, si stima che circa 30,85 milioni di cittadini italiani abbiano lasciato il Bel Paese; più di 19 milioni non hanno mai fatto rientro. La serie storica presentata di seguito riporta, dal 1905 al 2018, il numero dei cittadini italiani emigrati e rimpatriati. A partire dagli anni ’60 il fenomeno emigratorio subì una forte battuta di arresto. Ciò avvenne in corrispondenza del boom economico. Dopo le crisi economiche del 2008 e del 2011, le emigrazioni hanno ripreso vigore.

Dal secondo dopoguerra al 2018, sono più di 10 milioni gli italiani che hanno lasciato l’Italia e, tra questi, solo 3,5 milioni sembrano essere rientrati in patria. Di seguito un focus sulle emigrazioni dell’Italia da parte dei cittadini italiani e non, dal 2009 al 2018.

Nel 2018 le emigrazioni dall’Italia sono state 156.960 (+1,2% sul 2017). Di queste, il 74,4% riguarda emigrati italiani: 116.732 cittadini (+1,9% sul 2017). Il numero dei rimpatri di cittadini italiani è stato pari a 46.824. Il saldo migratorio con l’estero degli italiani restituisce un valore negativo di 69.908 unità.
Come annunciato ad inizio articolo, dal 2009 al 2018 si è registrato un significativo aumento delle emigrazioni e una riduzione dei rientri. Complessivamente 816.000 espatri e 333.000 rimpatri. Di conseguenza, il saldo migratorio con l’estero dei cittadini italiani, negli anni 2009-2018, è stato negativo per 48.234 unità all’anno. Negli anni 2015-2018 è stato negativo per 72.730 unità all’anno.

La situazione, alla luce di quanto ribadito anche nell’articolo che tratta della demografia del Bel Paese, assume dei contorni piuttosto preoccupanti. Di seguito un grafico sulle emigrazioni e rimpatri in Italia da parte dei cittadini Italiani nel periodo 2009-2018. In evidenza vi è anche il saldo emigratorio dei cittadini italiani (da considerarsi negativo).

Nel 2018 il Regno Unito risulta il Paese preferito di destinazione degli emigrati italiani; seguono Germania (18 mila), Francia (circa 14 mila), Svizzera (quasi 10 mila) e Spagna (7 mila). In questi cinque paesi si concentra complessivamente il 60% degli espatri di cittadini del Bel Paese. Tra i paesi extra-europei, le principali mete di destinazione sono Brasile, Stati Uniti, Australia e Canada (nel complesso 18 mila). Questi Paesi sono rimasti pressoché invariati nell’ordine negli ultimi 10 anni di emigrazione.
Da un punto di vista di genere, nel 2018, gli italiani espatriati sono prevalentemente uomini (56%). Fino ai 25 anni il contingente di emigrati ed emigrate è ugualmente numeroso (entrambi 18.000).
Nel 2018, un emigrato su cinque aveva meno di 20 anni, due su tre un’età compresa tra i 20 e i 49 anni; la quota di ultracinquantenni era pari al 13%.
Sempre nel 2018, tra i cittadini italiani che si sono trasferiti all’estero vi erano circa 33.000 diplomati (28%) e 29.000 laureati (25%). In riferimento a questi ultimi dati, l’emigrazione si concretizza anche in un serio indebolimento per l’Italia da un punto di vista culturale.

Per quanto riguarda il numero degli Italiani residenti all’estero, gli iscritti all’AIRE (Anagrafe Italiani Residenti all’Estero), a Gennaio 2019, sono 5.288.281. Quasi la metà degli italiani iscritti all’AIRE è originaria del Meridione (48,9%, di cui 32% Sud e 16,9% Isole). Il 35,5% proviene dal Nord Italia e il 15,6% dal Centro.
Da un punto di vista di genere, le donne iscritte rappresentano il 48,1% del totale. Le classi di età più rappresentate sono quella 35-49 anni (23,4%), 18-34 (22,3%), sopra i 65 (20,3%) e 50-60 (19,1%). L’Unione Europea (41,6%) e l’America Centro Meridionale (32,4%) sono le due aree continentali maggiormente interessate dalla presenza di residenti italiani. Le comunità più consistenti, a gennaio 2019, sono elencate di seguito.

Le motivazioni che spingono i cittadini italiani ad emigrare sono molteplici e complesse. Ciononostante, si possono identificare alcuni macro-trend che risultano immutati nel corso del tempo. Negli ultimi 10 anni le emigrazioni sono da attribuire in gran parte alle difficoltà che si incontrano nel mercato del lavoro italiano. In particolare, le nuove generazioni sono indotte ad investire il proprio talento in Paesi esteri che offrono maggiori opportunità di carriera e retribuzione.
Come evidenziato nell’articolo dedicato al fenomeno delle disoccupazione in Italia, il Bel Paese dovrebbe dedicare una parte importante della propria agenda politica a questo fenomeno. Urgono strategie di lungo periodo dedite a rendere il Paese più appetibile per i residenti; in particolar modo per coloro che posseggono un titolo di studio medio-alto e su cui quindi il Paese ha investito ingenti risorse pubbliche.

TAKE AWAY

► Il popolo italiano ha evidenziato storicamente alti tassi di emigratorietà. Dal 1861 al 2018 sono circa 30,85 milioni i cittadini italiani che hanno lasciato il Bel Paese.
► Dalla crisi del 2008 il fenomeno ha ripreso vigore. Dal 2009 al 2018, la popolazione residente italiana è calata di oltre 48.000 cittadini italiani ogni anno.
► Ad inizio 2019 risultano quasi 5,3 milioni di cittadini italiani residenti all’estero. In particolare in UE e America centro-meridionale.
► Sarebbe auspicabile che la politica si occupasse maggiormente del fenomeno dell’emigrazione, in particolare di quella qualificata.

Fonti:
– ISTAT – Popolazione e Società: Serie Storiche – 2019
Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale – A.I.R.E. – 2019
Fondazione Migrantes – Rapporto Italiani nel Mondo 2019 – Ottobre 2019
ISTAT – Iscrizioni e cancellazioni anagrafiche della popolazione residente – Dicembre 2019