Emigrazioni dall’Italia e Italiani residenti all’estero

Il popolo italiano è sempre stato caratterizzato per forti tassi di emigrazione. Dal 1861, anno dell’Unità d’Italia, al 2019, circa 31 milioni di cittadini italiani hanno lasciato il Bel Paese; più di 19 milioni non hanno mai fatto rientro.
La serie storica presentata di seguito riporta il numero dei cittadini italiani emigrati e rimpatriati dal 1905 al 2019. A partire dagli anni ’60 il fenomeno emigratorio subì una forte battuta di arresto. Ciò avvenne in corrispondenza del boom economico. Dopo le crisi economiche del 2008 e del 2011, le emigrazioni hanno ripreso vigore.

Dal secondo dopoguerra al 2019, sono più di 10 milioni gli italiani che hanno lasciato l’Italia e, tra questi, solo 3,5 milioni sono rientrati in patria.

Nel 2019 le cancellazioni anagrafiche dall’Italia per l’estero (emigrazioni) sono state circa 180.000 (+14,4% sul 2018). Di queste, il 75% ha riguardato emigrati italiani: circa 122.000 cittadini (+4,5% sul 2018).
Le iscrizioni anagrafiche dall’estero (immigrazioni) sono state circa 333.000 ( +0,1%). Sono diminuite quelle dei cittadini stranieri (circa 265.000, -7,3%), mentre sono aumentati i rimpatri degli italiani (circa 68.000, +46%).
Nel 2019, il saldo migratorio con l’estero degli italiani restituisce un valore negativo di 53.813 unità.

Di seguito un focus sulle emigrazioni dell’Italia da parte dei cittadini italiani e non, dal 2009 al 2019.


Negli anni 2009-2019 il saldo migratorio con l’estero degli italiani è stato negativo in media per quasi 49.000 unità all’anno. Negli anni 2015-2019 è stato negativo per quasi 70.000 unità all’anno. La situazione, alla luce di quanto ribadito anche nell’articolo che tratta della demografia del Bel Paese, assume dei contorni piuttosto preoccupanti.

Identikit degli emigrati italiani

Nel 2019, come negli anni precedenti, il Regno Unito risulta il Paese preferito di destinazione degli emigrati italiani (con oltre 31.000 unità); seguono Germania (19.000), Francia (13.000), Svizzera (10.000) e Spagna (6.000). In questi cinque paesi si concentra complessivamente il 64% degli espatri di cittadini del Bel Paese nel 2019. Tra i paesi extra-europei, le principali mete di destinazione sono Brasile, Stati Uniti, Australia e Canada (nel complesso 16.000). Questi Paesi sono rimasti pressoché invariati nell’ordine negli ultimi 10 anni di emigrazione.

Da un punto di vista di genere, nel 2019, gli italiani espatriati sono prevalentemente uomini (55%). Fino ai 25 anni il contingente di emigrati ed emigrate è ugualmente numeroso (entrambi 20.000).
L’età media degli emigrati è di 33 anni per gli uomini e 30 per le donne. Un emigrato su cinque ha meno di 20 anni, due su tre hanno un’età compresa tra i 20 e i 49 anni mentre la quota di ultracinquantenni è pari al 13%.

Nel 2019 un italiano emigrato su quattro è in possesso di almeno una laurea (30.000). Rispetto all’anno precedente le numerosità dei laureati emigrati è in lieve aumento (+1,4%). In riferimento a questi ultimi dati, appare chiaro che l’emigrazione si concretizza in un serio indebolimento per l’Italia anche da un punto di vista culturale.

I Paesi preferiti dagli italiani all’estero

Per quanto riguarda il numero degli Italiani residenti all’estero, gli iscritti all’AIRE (Anagrafe Italiani Residenti all’Estero), a Gennaio 2019, risultano 5.288.281. Quasi la metà degli italiani iscritti all’AIRE è originaria del Meridione (48,9%, di cui 32% Sud e 16,9% Isole). Il 35,5% proviene dal Nord Italia e il 15,6% dal Centro.
Da un punto di vista di genere, le donne iscritte rappresentano il 48,1% del totale. Le classi di età più rappresentate sono quella 35-49 anni (23,4%), 18-34 (22,3%), sopra i 65 (20,3%) e 50-60 (19,1%).

L’Unione Europea (41,6%) e l’America Centro Meridionale (32,4%) sono le due aree continentali maggiormente interessate dalla presenza di residenti italiani. Le comunità più consistenti, a gennaio 2019, sono elencate di seguito.

Perché tanti emigrati italiani

Le motivazioni che spingono i cittadini italiani ad emigrare sono molteplici e complesse. Ciononostante, si possono identificare alcuni macro-trend che risultano immutati nel corso del tempo.
Negli ultimi 11 anni le emigrazioni sono da attribuire in gran parte alle difficoltà che si incontrano nel mercato del lavoro italiano. In particolare, le nuove generazioni sono indotte ad investire il proprio talento in Paesi esteri che offrono maggiori opportunità di carriera e retribuzione.

Come evidenziato nell’articolo dedicato al fenomeno delle disoccupazione in Italia, il Bel Paese dovrebbe dedicare una parte importante della propria agenda politica a questo fenomeno. Urgono strategie di lungo periodo dedite a rendere il Paese più appetibile per i residenti; in particolar modo per coloro che posseggono un titolo di studio medio-alto e su cui quindi il Paese ha investito ingenti risorse pubbliche. Dal 2010 al 2019 più di 899.000 italiani si sono trasferiti all’estero; il 23% (circa 208.000) era in possesso di una laurea.

TAKE AWAY

► Il popolo italiano ha evidenziato storicamente alti tassi di emigratorietà. Dal 1861 al 2019 circa 31 milioni di cittadini italiani hanno lasciato il Bel Paese. 19 milioni non hanno mai fatto rientro.
► Dal 2009 al 2019, la popolazione residente italiana è calata di quasi 49.000 cittadini italiani ogni anno. Sarebbe auspicabile che la politica si occupasse maggiormente del fenomeno dell’emigrazione, in particolare di quella qualificata.
► Ad inizio 2019 risultano quasi 5,3 milioni di cittadini italiani residenti all’estero, per lo più suddivisi tra Unione Europea, America centrale e meridionale.

Fonti:

ISTAT – Iscrizioni e cancellazioni anagrafiche della popolazione residente – Gennaio 2021
Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale – A.I.R.E. – 2021
Fondazione Migrantes – Rapporto Italiani nel Mondo 2019 – Ottobre 2019
– ISTAT – Popolazione e Società: Serie Storiche – 2019