Il mondo dello sport in Italia

Il fatturato dei 100.000 centri sportivi (palestre, piscine, campi…) attivi in Italia ammonterebbe nel 2019 a circa 12 miliardi secondo Anif (Associazione nazionale impianti sport & fitness, palestre piscine e campi sportivi). Alle attività dei centri sportivi va poi sommato il comparto industriale dello sport. Il mondo dello sport italiano nel suo complesso avrebbe generato direttamente, nel 2017, oltre 17,5 miliardi di euro secondo Prometeia. Nello stesso anno si contavano circa 118.000 dipendenti. Il solo comparto industriale dello sport (2.300 imprese per quasi 19.000 addetti) avrebbe infatti generato 5,3 miliardi di euro di fatturato. Dal 2013 al 2019 il settore sportivo in generale ha mostrato una crescita continua.

Il fatturato delle esportazioni, nel 2017, è stato pari a circa 2 miliardi (43% articoli sportivi, 38% calzature sportive, 10% biciclette, 9% abbigliamento sportivo). Dal 2011 al 2017, l’esportazioni del settore hanno registrato una crescita cumulata del 28% in valore; ben al di sopra del tasso di crescita delle esportazioni italiane complessive. Tra i principali esportatori di materiale sportivo, l’Italia nel 2017 è al 9° posto, prima della Francia, con una quota del 3,5% sull’export mondiale. Per quanto riguarda i mercati di riferimento dell’export made in Italy, l’Europa si conferma il principale mercato di riferimento (70%). Seguono Canada, Usa e Messico (10%) e i mercati asiatici (6%).

Il mondo dello sport genera però anche un fatturato indiretto che rientra nell’industria dell’intrattenimento. Quest’ultima conta un giro di affari globale di 616 miliardi nel 2018 (+34% rispetto al 2017), di cui il 21% è determinato da diritti tv, sponsorship, ticketing e merchandising legati allo sport. Si parla dunque di un’industria globale dell’intrattenimento legata agli sport di circa 130 miliardi. A questa si può aggiungere quella legata al mondo degli e-sport (i videogiochi a livello agonistico), pari a 92 miliardi (+ 8,2% rispetto al 2017).
L’Italia ha segnato, secondo PwC, una crescita record dell’intrattenimento in Europa dal 2016 al 2017; nel 2022 l’industria dell’intrattenimento varrà circa 41 miliardi di euro, di cui almeno 8 saranno legati al mondo dello sport.

La diffusione dell’attività sportiva tra la popolazione

Per quanto riguarda l’approccio dei cittadini allo sport, nel 2018, i praticanti “continuativi” risultano il 25,7% della popolazione e quelli “saltuari” il 9,6%. Secondo i dati del CONI (Comitato Olimpico Nazionale Italiano), dunque, il 35,3% della popolazione pratica attività sportiva in Italia (+1,4% rispetto al 2017); questo è il numero più alto mai registrato, pari a circa 20,7 milioni di cittadini. Un dato che si riflette sul tasso di sedentarietà, che scende dal 38,1% al 35,9% e che, in prospettiva, si rifletterà positivamente anche sulla spesa sanitaria.

Eppure, ad oggi, in Italia come in Europa, una quota significativa della popolazione non raggiunge livelli di attività fisica raccomandabili. Si raccomanda almeno mezz’ora al giorno per gli adulti e almeno un’ora per i bambini e gli adolescenti, minimo 5 giorni la settimana. Nei Paesi dell’Ue, in media, è obeso quasi un bambino su otto tra i 7 e gli 8 anni. Cipro (20%), Italia (18%), Spagna (18%), Grecia e Malta (17%) mostrano i valori più elevati. Nel biennio 2017-2018, In Italia si stimano circa 2,13 milioni di bambini e adolescenti in eccesso di peso, pari al 25,2% della popolazione di 3-17 anni (28,5% nel 2010-2011). Emergono forti differenze di genere con una più ampia diffusione tra i maschi.

Basandosi sui dati epidemiologici che sono stati affrontati nell’articolo riguardante le principali cause di morte in Italia, se solo una piccola percentuale dei pazienti cardiovascolari sedentari iniziasse ad effettuare esercizio fisico, si risparmierebbero centinaia di milioni di euro in assistenza sanitaria. Secondo l’Istituto Superiore di Sanità i costi diretti sanitari correlati alle quattro patologie principali associate all’inattività fisica (tumore della mammella e del colon-retto, diabete di tipo 2, coronaropatia) ammontano a 1,6 miliardi di euro annui.
Occorre dunque analizzare costantemente i dati relativi all’attività e inattività fisica ed agire su alcune debolezze. Le principali emergono dalla rilevazione ISTAT sul tempo libero del 2016 e riguardano l’età anagrafica, il genere e la geografia:

  • dalla fascia 11-14 anni a quella 15-17 la quota dei praticanti “continuativi” scende dal 61,5 al 50,5; nei primi due anni della maggiore età si arriva al 39,5. Vi è dunque passaggio critico tra medie e superiori e tra superiori e università/mondo lavorativo. I giovani di età compresa tra 3 e 24 anni avrebbero a disposizione in media 5h33’ al giorno da dedicare ad attività del tempo libero. Nell’età adulta (25-64 anni) la quantità di tempo libero si riduce notevolmente;
  • le donne hanno a disposizione mediamente 55 minuti al giorno in meno rispetto agli uomini. La differenza uomini-donne e il gap di genere nella quota di partecipanti “continuativi” è di 12 punti: 41,3 contro 29,3; 
  • Il 51,7% degli abitanti del Trentino Alto Adige risulta un praticante “continuativo”. Sopra il 40% ci sono anche Veneto, Emilia Romagna, Lombardia e Friuli Venezia Giulia. Nel Meridione la situazione è decisamente peggiore: se nel Nord Est la quota media è del 43,6%, nel Sud si ferma a 26,3%. 

Gli sport più praticati

Tuttavia, come detto, il numero totale di sportivi aumenta. Aumentano anche i tesserati iscritti alle FSN (Federazioni Sportive Nazionali) e alle DSA (Discipline Sportive Associate) del CONI. In totale, nel 2017, risultano 5,65 milioni, pari al 9,6% della popolazione italiana sopra i 3 anni d’età; il numero più alto mai registrato (erano 4,39 milioni nel 2009).
All’interno del mondo federale, gli sport con più iscritti e più praticati in Italia, stando ai dati del 2017, risultano il calcio (1 milioni di atleti, il 23,8% del tesseramento nazionale), il tennis (373.000 atleti, l’8,4%), la pallavolo (332.000 atleti, il 7,5%), la pallacanestro (7,1%) e l’atletica leggera (6,1%). Queste prime cinque Federazioni, insieme, costituiscono oltre la metà del tesseramento nazionale degli atleti.
Di seguito una breve carrellata di numeri riguardo i tre sport con più tesserati CONI in Italia:

  • Calcio: per la stagione 2018-2019, il giro di affari del calcio professionistico è cresciuto ed ha raggiunto i 3,1 miliardi di euro. Il contributo diretto all’economia nazionale è di 726,5 milioni di euro. Vi è però anche un impatto indiretto che genera risparmi a livello sanitario (1,25 miliardi) e esternalità positive a livello sociale (1,13 mld) in termini di volontariato, formazione e abbattimento del fenomeno Neet (di cui si parla nell’articolo sulla disoccupazione e occupazione italiana).
    Oltre a 1 milioni di calciatori tesserati, si contano circa 31.000 tecnici, 31.500 arbitri, 237.000 dirigenti, 14.000 campi sportivi omologati, 64.800 squadre e 12.127 società, per un totale di oltre 570.000 partite ufficiali disputate, di cui 3.292 nei campionati professionistici. FIGC stima che il 20,4% dei giovani maschi tra i 5 e i 16 anni siano tesserati alla FIGC.
    Tra campionati professionistici, coppe europee, coppa Italia, supercoppa italiana e nazionale, si sono contati 16,1 milioni di spettatori allo stadio e circa 33 milioni di tifosi simpatizzanti. Il numero aggregato di fan e follower sui social delle Nazionali ha superato i 9,2 milioni, dato in crescita del 78% negli ultimi 5 anni. L’audience cumulata mondiale della Nazionale A maschile è stata pari nel 2019 a 1.358 milioni di telespettatori (quasi il doppio rispetto al 2018).
    Attualmente l’Italia è presente nella top 10 di tutti i principali ranking UEFA e si stima che all’interno del comparto sportivo, a livello economico in Italia, il calcio impatti per il 70-75%;
  • Tennis: nel 2018, su 87 milioni di tennisti a livello mondiale, l’Italia conta oltre 2 milioni di tennisti, di cui oltre 370.000 tesserati. Si contano circa 3.250 tennis club, 10.150 campi da tennis e più di 12.700 maestri di tennis. L’Italia è la seconda nazione al mondo per numero di allenatori.
    Nel 2020, per il secondo anno di fila, l’Italia risulta la quarta nazioni tra le prime cento posizioni del ranking ATP, dopo Francia (11 giocatori), Spagna (10) e Stati Uniti (8).
    Il bilancio della FIT (Federazione Italiana Tennis) è migliorato parallelamente a quello degli Internazionali d’Italia, il più importante torneo tennistico italiano. Nel 2018 il fatturato del torneo disputato al Foro Italico è stato di 32 milioni, con 11 milioni di profitti e oltre 200.000 spettatori. Il fatturato consolidato della FIT, che nel 2012 era pari a 38 milioni, nel 2019 ha superato i 60 milioni;
  • Pallavolo: la FIPAV (Federazione Italiana Pallavvolo) gestisce pallavolo, beach volley, sitting volley e snow volley. In totale si contano circa 2,3 milioni di praticanti non agonisti e circa 410.000 tesserati in tutte e quattro le discipline nella stagione 2017/2018. Per quanto riguarda la pallavolo, si contano circa 4,7 milioni di appassionati e oltre 320.000 atleti tesserati (di cui quasi l’80% donne). Si contano inoltre circa 20.000 tecnici, 60.400 dirigenti, 6.400 ufficiali di gara, più di 188.750 gare ufficiali disputate nei soli campionati indoor.

TAKE AWAY

► Il mondo dello sport italiano genera direttamente circa 17,5 miliardi di fatturato, di cui 2 miliardi di esportazioni; indirettamente svilupperebbe un ulteriore giro di affari nell’intrattenimento di 7-8 miliardi. Vi sono infine importanti benefici, in termini di spesa pubblica sanitaria e sociale, di difficile quantificazione.
► Nel 2018 il 35,3% della popolazione italiana (20,7 milioni di cittadini) ha esercitato sport in maniera continuativa o saltuaria; il numero più alto mai rilevato.
► Ciononostante, una grande fetta della popolazione non pratica abbastanza sport. Con il passare dell’età sopraggiunge un’oggettiva difficoltà nel coniugare lavoro e attività fisica. Vi sono inoltre marcate differenze di genere e territoriali.
► Il calcio è lo sport che genera il giro di affari maggiore (oltre 3 miliardi), il più praticato (1 milioni di tesserati) e quello più seguito (33 milioni di tifosi). Seguono tennis, pallavolo e pallacanestro.

Fonti:
Nielsen – Sports Market overview: new trends – Novembre 2019
Centro Studi e Osservatori Statistici per lo Sport CONI – I numeri dello sport 2017 – Dicembre 2018
Centro Studi FIGC, AREL e PwC – ReportCalcio 2020 – Luglio 2020
Prometeia – Sport e Imprese: Play Together, Win Together – Dicembre 2018
PwC – Global Entertainment&Media Outlook 2019-2023 – Giugno 2019
De Mei B, Cadeddu C, Luzi P, Spinelli A – Movimento, sport e salute: l’importanza delle politiche di promozione dell’attività fisica e le ricadute sulla collettività – 2018
ISTAT – Stili di vita di bambini e ragazzi – Ottobre 2019
ISTAT – Cultura e tempo libero – 2016
ITF – Global Tennis Report – Ottobre 2019
FIPAV – Rapporto di sostenibilità 2017/2018 – Marzo 2019