Import ed Export italiano

In contabilità nazionale, uno dei conti più importanti è quello della bilancia commerciale. Il suo saldo, detto saldo commerciale, corrispondente alla differenza tra il valore delle esportazioni e quello delle importazioni. Tale valore permette di analizzare la capacità di un Paese di poter commerciare in un contesto globale; in altre parole, il grado di attrattività delle sue merci nei confronti dei Paesi esteri. Registrare un saldo positivo, ovvero un avanzo commerciale, non è sempre sinonimo di un’attività commerciale sana. Un saldo estremamente positivo potrebbe infatti segnalare l’incapacità del Paese di importare o di esprimere un’adeguata domanda interna.

Il peso dell’Italia nel commercio globale

In termini di commercio globale, l’Italia ha storicamente ricoperto un ruolo importante come ribadito nell’articolo che analizza i principali settori economici del Bel Paese. Di seguito il peso % che hanno ricoperto in termini di importazioni e esportazioni globale le principali nazioni nel 2018 e 2019 secondo l’Organizzazione Mondiale del Commercio.

Come si può evincere dai grafici, l’Italia ricopre il 9° posto a livello globale in termini di importazioni; conta il 2,5% dell’import mondiale, rispetto al 3,3% del 2009. In termini di esportazioni ricopre invece l’11° posto; conta il 2,8% dell’export mondiale, rispetto al 3,3% del 2009. Negli ultimi anni, pur rimanendo importante, il suo peso sul commercio mondiale sta diminuendo; ciò è dovuto all’avanzata dei Paesi in via di sviluppo e del sempre più importante ruolo della Cina.

Import ed export italiano nel tempo

Di seguito una serie storica che analizza il valore dell’export, dell’import, del saldo commerciale (export – import) e dell’interscambio commerciale (export + import) italiano. I dati, dal 2009 al 2019, sono espressi in miliardi di euro.

Osservando il grafico, risulta chiaro che dal 2009, sia l’import, sia l’export italiano sono cresciuti costantemente. Ciò ha contribuito ad un forte aumento dell’interscambio che è passato dai 589 miliardi del 2009 agli 898 miliardi del 2019. Nel 2019 l’import è stato pari a 422,914 miliardi e l’export pari a 475,848 miliardi. Il saldo commerciale, negativo tra il 2009 al 2011, è sempre risultato positivo dal 2012 al 2019 con una media di 39 miliardi annui. Ciò implica che il valore delle esportazioni dal 2012 al 2019 è risultato sempre maggiore a quello delle importazioni.

Si può dunque asserire che, negli ultimi anni, l’export è stato un importante traino per il PIL italiano.

I main partner commerciali dell’Italia

Per quanto riguarda i maggiori Paesi destinatari di beni e servizi italiani e i maggiori Paesi da cui invece l’Italia importa beni e servizi, di seguito si può prendere visione di una panoramica. I dati si riferiscono al 2019 e sono espressi in milioni di euro.

In generale, Germania e Francia hanno rappresentato storicamente i nostri principali partner commerciali, sia in termini di importazioni, sia in termini di esportazioni. Tra i destinatari di prodotti italiani, molto importanti risultano anche gli USA; tra i Paesi da cui l’Italia importa, la Cina risulta sempre più preponderante.

Tipologia di beni e servizi esportati e importati

Per quanto riguarda la tipologia di beni e servizi esportati, la composizione delle esportazioni di servizi del Bel Paese è diversa rispetto a quelle di Francia e Germania; vi è una prevalenza – come in Spagna – dei servizi di viaggio e una scarsa rilevanza delle attività a maggior contenuto di conoscenza. Nel 2018 il valore delle esportazioni di servizi era inferiore al 6% del Pil, contro l’8,3% in Germania, il 9,3% in Francia e il 10,5% in Spagna.
In particolare, l’Italia è tra i leader mondiali di esportazioni di macchine per l’industria di ogni genere, medicinali, autoveicoli, prodotti e articoli di abbigliamento. Di seguito il dettaglio delle principali tipologie di beni esportati nel 2019 espressi in milioni di euro.

Per quanto riguarda le importazioni di beni, storicamente, i maggiori prodotti importati sono autoveicoli, petrolio, prodotti chimici, medicinali, metalli, prodotti siderurgici e gas. Di seguito il dettaglio relativo al 2019 espresso in milioni di euro.

Le imprese e le regioni che esportano di più

Per quanto riguarda la tipologia di imprese esportatrici, essa è caratterizzata da una platea estesa in termini di attori, ma limitata in termini di intensità. Nel 2018, sono attive 123.410 imprese esportatrici: nel 50,3% dei casi si tratta di imprese manifatturiere.
Il contributo delle imprese alle esportazioni nazionali cresce sensibilmente all’aumentare della dimensione aziendale, espressa in termini di addetti. Le grandi imprese esportatrici (1.936 unità con almeno 250 addetti) hanno realizzato il 48,8% delle esportazioni nazionali (il 47,9% nel 2017), le
medie imprese (50-249 addetti) il 29,8%, come l’anno precedente, e le piccole imprese (meno di 50 addetti) il 21,4% (il 22,3% nel 2017).

Dal punto di vista territoriale, di seguito un dettaglio delle regioni italiane che nel 2019 hanno registrato più esportazioni ed importazioni (misurate in milioni di euro). Le regioni sono elencati in ordine decrescente per esportazioni.

TAKE AWAY

► Al 2019, l’Italia ricopre il 9° posto a livello globale in termini di importazioni e l’11° posto in termini di esportazioni. Pur rimanendo importante, il suo peso sul commercio mondiale sta diminuendo.
► Il valore delle esportazioni dal 2012 al 2019 è risultato sempre maggiore a quello delle importazioni. L’export si è rivelato un traino importante per l’economia italiana.
► L’Italia è tra i leader mondiali di esportazioni di macchine per l’industria di ogni genere, medicinali, autoveicoli, prodotti di abbigliamento. Importa soprattutto materie prime (petrolio e gas in primis), autoveicoli e medicinali.
► Germania, Francia, USA sono i maggior Paesi di destinazione delle merci italiane. Germania, Francia, Cina sono i maggiori Paesi di provenienza delle merci importate dall’Italia.
► Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto e Piemonte sono le prime regioni per export in Italia.

Fonti:
Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale – Osservatorio Economico sul commercio internazionale – Ottobre 2020
World Trade Organisation – WTO Data Portal – Gennaio 2020
ISTAT – Annuario Statistico Italiano 2020: Commercio Estero e internazionalizzazione delle imprese – Luglio 2020