Le più grandi aziende italiane

Come già ribadito nell’articolo che ha cercato di delineare la struttura dell’economia italiana, la stragrande maggioranza delle aziende italiane risultano di piccola o piccolissima dimensione. Ciononostante, i grandi gruppi non sono del tutto assenti. In questo articolo si identificheranno quali sono le imprese che, per fatturato e numero di dipendenti, incidono profondamente sull’immagine che si ha dell’Italia nel mondo. Per definire la classifica, si prenderà a riferimento la graduatoria 2019 delle principali società italiane stilata annualmente da Mediobanca. I dati si riferiscono ai bilanci del 2018. Di seguito è possibile visualizzare le 20 aziende italiane più grandi per fatturato (esclusi i grandi gruppi bancari e assicurativi).

Nella tabella sottostante è possibile osservare le 20 aziende italiane più grandi per numero di dipendenti (esclusi i gruppi bancari e assicurativi).

Di seguito le aziende italiane con più alto risultato d’esercizio (differenza tra ricavi e costi), suddivise tra il ramo dell’industria e servizi e quello bancario. I dati, riferiti al 2018, sono espressi in milioni di euro.

Di seguito le 10 aziende più importanti per fatturato in 6 settori strategici per il tessuto economico italiano.

Di seguito le 10 aziende italiane più importanti nel settore bancario e nel settore assicurativo. Le banche sono ordinate per totale attivo tangibile. Quest’ultimo è calcolato come totale attivo meno l’avviamento e gli altri intangibles; tale indice permette di sondare la solidità di una banca. Le aziende assicurative sono ordinate per premio lordo, ovvero per il totale delle somme dovute dai contraenti dell’assicurazione alle varie società assicuratrici.

Per capire la posizione dei maggiori gruppi italiani a livello mondiale, si può osservare la classifica 500 Global Fortune del 2019 (dati del 2018). Tale classifica, che elenca le aziende più grandi a livello mondiale, racchiude un fatturato totale pari a 32,7 mila miliardi di dollari (circa il 38% del PIL mondiale) e 69 milioni di dipendenti disseminati in 34 Paesi differenti. Tra le prime 500 aziende mondiali, i gruppi italiani risultano solamente 6 e tutti dopo l’80° posizione in termini di fatturato. Sono in ordine: ENI (83°), Enel (89°), Assicurazioni Generali (92°), Intesa Sanpaolo (315°), Poste Italiane (355°) e UniCredit Group (425°).

I dati appena esposti, in linea con quanto presentato nell’articolo relativo ai brand italiani più apprezzati nel mondo, evidenziano che i grandi gruppi italiani sono pochi e di modeste dimensioni, se paragonati a quelli di altri Paesi sviluppati. Dal punto di vista del dinamismo e della flessibilità del tessuto produttivo, questo dato può essere letto come positivo. Allo stesso tempo, le aziende di grandi dimensioni hanno una capacità di investimento in termini di ricerca e di internazionalizzazione decisamente maggiore, oltre a mostrare livelli di produttività del lavoro più alti. Negli ultimi anni, segnali di miglioramento in termini di produttività e dunque di competitività a livello internazionale, sostanzialmente arrivano quasi esclusivamente dalle grandi imprese rivolte ai mercati internazionali.

TAKE AWAY

► La stragrande maggioranza delle imprese è di piccola o piccolissima dimensione in Italia.
► I grandi gruppi italiani, oltre ad essere pochi, risultano di modeste dimensioni, se paragonati a quelli di altri Paesi sviluppati.
► Ciò rappresenta un problema in termini di internazionalizzazione, capacità di investimento, produttività, ovvero di competitività.

Fonti:
– Banca d’Italia – Relazione annuale sul 2018 – Maggio 2019
Ufficio Studi Mediobanca – Le principali società italiane – Ottobre 2019
Fortune – 500 Fortune Global – Agosto 2019