La Repubblica Italiana

La Repubblica Italiana, nata nel 1946, fa parte dell’Unione Europea (UE) dal 1957, quando era definita Comunità Economica Europea. L’Italia è dunque uno dei 6 Paesi fondatori dell’UE (attualmente composta da 27 Paesi), insieme a Francia, Germania, Belgio, Paesi Bassi e Lussemburgo. Nel 2002, l’Italia è entrata nella zona Euro, che ad oggi conta 19 Paesi.
La Repubblica Italiana fa inoltre parte delle maggiori organizzazioni internazionali. Tra le più importanti si annoverano: G7, G20, NATO, OCSE, WTO, AIE, ESA.
Stando ai dati del 2019, l’Italia risulta l’ottava economia mondiale in termini di Prodotto Interno Lordo.

A livello internazionale, secondo le stime dell’Economist del 2019, la democrazia Italiana rientra tra le migliori democrazie imperfette con un punteggio di 7,52 su 10. L’Italia ricoprirebbe il 35° posto in una classifica che misura lo stato della democrazia in 167 Paesi. I punteggi più alti sarebbero relativi al pluralismo (9,58), alle libertà civili (7,94) e alla partecipazione politica (7,78). I punteggi più bassi sarebbero relativi ad una scarsa diffusione della cultura politica (6,25) e all’inefficienza della pubblica amministrazione (6,07). Di seguito la mappa che riassume l’analisi dell’Economist del 2019. L’indice aggregato è calcolato sulla base di un questionario sottoposto ai cittadini dei rispettivi Paesi e di considerazioni di esperti.

La separazione dei poteri

Il sistema politico italiano è organizzato secondo il principio della separazione dei poteri. Le leggi che regolano il sistema politico italiano sono contenute nella legge fondamentale della Repubblica, ovvero la Costituzione.

Il potere legislativo – il potere di fare le leggi, che vengono in seguito promulgate dal Presidente della Repubblica – spetta al Parlamento. Il Parlamento è suddiviso in due camere: il Senato della Repubblica e la Camera dei Deputati.
Solo in caso di necessità ed urgenza il Governo può emanare atti di natura legislativa (attraverso decreti legge e decreti legislativi). Vi sono poi alcuni casi specifici nei quali il potere legislativo spetta al popolo, attraverso il referendum.
La Corte Costituzionale ha il compito di verificare che non si legiferi contro la Costituzione. Il Presidente della Repubblica elegge un terzo dei giudici che la presiede. Un altro terzo viene eletto dal Parlamento e il restante terzo dalla Magistratura.

Il potere esecutivo – il potere di dirigere gli organi della Pubblica Amministrazione (PA), applicando le leggi – spetta al Governo. Il Governo è formato da tre organi: il Presidente del Consiglio dei Ministri, il Consiglio dei Ministri, i Ministri con e senza portafoglio. I Ministri con portafoglio sono quelli a capo di un dicastero, ovvero di un apparato della PA competente per un settore specifico. Attualmente sono 14: Esteri, Interno, Giustizia, Difesa, Economia, Sviluppo Economico, Lavoro, Politiche agricole, Transizione ecologica, Infrastrutture e Trasporti, Istruzione, Università, Beni e attività culturali, Salute. I Ministri senza portafoglio sono 9: Rapporti con il Parlamento, Transizione tecnologica, Pubblica Amministrazione, Affari regionali e autonomie, Sud e coesione territoriale, Politiche giovanili, Pari Opportunità e Famiglia, Disabilità, Turismo.

Il potere giudiziario – il potere di garantire il corretto svolgimento delle controversie civili, penali e amministrative e dunque di giudicare ed eventualmente punire chi non rispetta le leggi – spetta alla Magistratura. La Magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente rispetto ai partiti e ai Governi. Il Consiglio Superiore della Magistratura (CSM) governa la Magistratura e dunque quest’ultima non risulta sotto il controllo del Ministro della Giustizia.

Il sistema elettorale

La Repubblica Italiana è una repubblica parlamentare. La rappresentanza democratica della volontà popolare è affidata, per mezzo delle elezioni politiche, al Parlamento. Quest’ultimo elegge con modalità differenti sia il Governo sia il Presidente della Repubblica. In Italia si parla dunque di democrazia rappresentativa. Difatti, i cittadini non possono, senza un’intermediazione di una rappresentanza politica, esercitare direttamente il potere legislativo

Le elezioni politiche si dovrebbero svolgere ogni cinque anni, salvo scioglimento anticipato delle Camere. Dopo aver ricevuto i risultati, il Presidente della Repubblica – il Capo dello Stato – avvia le consultazioni tra i vari partiti. Su proposta dei partiti di maggioranza, dopo aver sondato gli orientamenti di tutte le forze politiche, conferisce l’incarico di formare il nuovo Governo ad un Presidente del Consiglio incaricato. Se quest’ultimo accetta l’incarico, egli diventerà a tutti gli effetti il Presidente del Consiglio dei Ministri (o Primo Ministro).

Il Presidente della Repubblica è eletto dal Parlamento e da rappresentanti regionali, il suo mandato dura 7 anni e non detiene indirizzo politico. Dal 1946 al Gennaio 2021 si sono avvicendati 12 Presidenti della Repubblica. La durata media della presidenza è stata di circa 6 anni.

Nello schema sottostante vengono riproposte le considerazioni fatte fino ad ora in maniera sintetica.

I Governi dal 1946 ad oggi

Dal 1946 al 2021, i Primi Ministri sono stati 30, di cui 15 nominati più di una volta, per un totale di 66 Governi presieduti. Escludendo il Governo vigente, l’avvicendarsi dei diversi Primi Ministri ha determinato una durata media di Governo di 413 giorni, il 23% della normale durata che un Governo dovrebbe avere (5 anni). Per molti analisti, questa instabilità politica è stata – ed è tuttora – alla base di molte criticità legate al Bel Paese. Lo stesso tema è accennato nell’articolo che sonda la percezione dell’Italia nel mondo. Una guida politica che cambia spesso difficilmente ha il tempo materiale di poter attuare strategie di lungo periodo. Allo stesso tempo, risulterà impresa ardua guadagnare credibilità in campo internazionale.

Di seguito, una panoramica di tutti i Presidenti del Consiglio della Repubblica Italiani, elencati in ordine decrescente per giorni di Governo dal 1946 al 2021. Cliccando sui nomi si ottiene il numero dei mandati e i giorni di Governo di ogni Presidente; è escluso dal conteggio l’attuale Presidente Mario Draghi.

Di seguito un altro grafico che evidenzia i risultati dell’elezioni politiche dal 1994 al 2018. Anch’esso mette in risalto la variabilità che contraddistingue il panorama partitico italiano.

Un futuro incerto

Di fatto, non c’è stato altro Paese al mondo che negli ultimi 70 anni abbia avuto un’instabilità di governo così pronunciata. Eppure, da qualche anno, molti analisti riscontrano una crescente instabilità politica a livello mondiale. Attualmente l’incertezza sarebbe addirittura esplosa per la pandemia da Covid-19. L’Economic Policy Uncertainty è un indice che sintetizza molte variabili: gli articoli giornalistici dedicati all’incertezza, il disallineamento tra la realtà e le previsioni economiche, l’incertezza della politica fiscale… Di seguito una panoramica dell’indice dal 1997 al 2020 a livello mondiale e nazionale.

TAKE AWAY

► La Repubblica Italiana è una repubblica parlamentare. Le leggi fondamentali che regolano il funzionamento della Repubblica sono contenute nella Costituzione. Il sistema democratico indiretto italiano si basa sul principio di separazione dei poteri.
► L’Italia risulta una delle migliori democrazie imperfette a livello internazionale. Accanto ad un fiorente pluralismo e ad un alto grado di libertà civili, sono registrate carenze sulla scarsa diffusione della cultura politica e sull’efficienza della PA.
► Dal 1946 al 2021, si sono contati ben 66 mandati governativi, al posto dei 15 che si sarebbero dovuti alternare normalmente. Ciò denota una forte instabilità politica lungo tutta la sua storia; caratteristica che attualmente è propria della maggior parte dei Paesi a livello globale.

Fonti:
Senato della Repubblica – Costituzione della Repubblica Italiana – 2009
Sito ufficiale del Governo – Ministri e Sottosegretari – Gennaio 2021
The Economist – Democracy Index 2019: a year of democratic setbacks and popular protest – Gennaio 2020
Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali – Archivio storico dell’elezioni – 2020
Economic Policy Uncertainty – Economic Policy Uncertainty Uncertainty Index – Gennaio 2021