La vaccinazione in Italia

Un vaccino è una preparazione artificiale costituita da agenti patogeni trattati. La vaccinazione consente al corpo di sviluppare un sistema di difesa contro un determinato batterio o virus ancor prima di venire a contatto con esso; è infatti in grado di sfruttare attivamente la memoria immunologica del sistema immunitario.
Le vaccinazioni sono una vera e propria conquista della medicina moderna. Solo nel decennio 2010-2020 si stima che abbiano salvato globalmente la vita a circa 25 milioni di persone.

In Italia, come in altri Paesi sviluppati, la vaccinazione di massa è una delle variabili che più ha contribuito all’aumento dell’aspettativa di vita. Insieme al diffondersi di migliore pratiche di igiene, ad una migliore dieta e al generale progresso della scienza, l’aspettativa di vita media alla nascita in Italia è passata dai 47 anni del 1900 fino a sorpassare gli 85 anni nel 2018.

Di seguito un elenco non esaustivo di alcune delle malattie che possono essere prevenute grazie alla vaccinazione; alcune di esse sono state quasi o del tutto sconfitte in Italia.

  • Poliomielite, una malattia che colpisce il sistema nervoso e può causare la paralisi di uno o più arti e/o dei muscoli respiratori. Tra il 1939 ed il 1962, ogni anno in Italia c’erano in media circa 3.000 casi di poliomielite paralitica. Grazie all’introduzione della vaccinazione, l’ultimo caso è stato registrato nel 1982;
  • Difterite, una malattia batterica che colpisce il tessuto cardiaco, reni, fegato, sistema nervoso, causando danni permanenti e presentando un’incidenza mortale nel 5-10% dei casi. L’ultimo caso mortale è stato registrato nel 1991;
  • Pertosse, tosse convulsiva, cui segue un periodo di apnea più o meno prolungato e vomito, laringiti, broncopolmoniti. Negli anni ’60 si contavano 380 casi per 100.000. Negli anni 2000, si registravano 5 casi per 100.000 abitanti;
  • Tetano, un bacillo presente nell’ambiente che penetra attraverso piccole ferite provocando spasmi muscolari incontenibili e che può condurre fino alla morte. In Italia, ad oggi non si è riusciti a debellare del tutto la malattia; la maggioranza dei decessi (circa 20 all’anno) avviene tra individui over55, non vaccinati o non adeguatamente coperti con le dosi di richiamo;
  • Epatite B, uno dei virus più infettivi al mondo, che può sfociare, a distanza di molti anni, in epatite cronica attiva, cirrosi epatica, cancro del fegato. Dai 10 casi per 100.000 del 1987, grazie alla vaccinazione di massa, nel 2010 se ne registravano meno di 1,5;
  • Morbillo, una malattia che causa febbre alta, faringite, congiuntivite, una caratteristica eruzione cutanea e può sfociare in otiti, laringiti, broncopolmoniti e encefaliti. L’encefalite post-morbillosa, che si manifesta raramente, può essere mortale o provocare danni permanenti. I 2.295 casi registrati nel 2018 hanno colpito al 91,1% individui non vaccinati e al 5,6% individui non sottoposti a dosi di richiamo;
  • Rosolia, malattia che può registrare anche gravi complicanze (miocarditi, pericarditi, epatiti, infiammazioni del sistema nervoso, sordità). L’infezione contratta da una donna in gravidanza può essere causa di aborto o di gravi anomalie fetali. Sia la forma postnatale sia quella congenita sta per essere definitivamente debellata in Italia;
  • Parotite, malattia virale che provoca danni irrimediabili all’udito, la prima causa di sordità neuro-sensoriale infantili. Si è passati a 64.701 casi del 1996 a meno di 1.000 del 2015;
  • Varicella, malattia generalmente benigna, ma pericolosa se contratta in gravidanza, da persone immunodepresse o anziane. L’incidenza della malattia si è praticamente dimezzata, passando da 180 casi per 100.000 nel 2003 a 99 casi per 100.000 nel 2013;
  • Meningiti, malattie infettive che provocano un’infiammazione alle meningi, ovvero delle membrane che avvolgono il cervello e il midollo spinale. Esiste una forma virale piuttosto innocua e una forma batterica, più rara, ma estremamente più seria, con conseguenze letali;
  • Influenza, malattia molto contagiosa che infetta le vie aeree. Il Centro europeo per il controllo delle malattie stima che, in media, circa 40.000 persone muoiano prematuramente ogni anno a causa dell’influenza in UE. In Italia la stagione influenzale 2018/2019 (da ottobre 2018 ad aprile 2019) ha colpito quasi 5 milioni di individui. Tra gli 812 casi gravi registrati, l’88,8% non è risultato vaccinato. Nel 2017 sono morte a causa dell’influenza 663 persone.

Quelle sopra riportate sono solo alcune delle malattie; ve ne sarebbero molte altre: tifo, febbre gialla, herpes zoster, rabbia, varicella, Epatite A, gastroenterite da rotavirus, colera, HPV… Molto deve essere ancora fatto nei prossimi anni per assicurare la definitiva scomparsa di certe malattie, ma rispetto a 40 anni fa sono stati compiuti passi da gigante. A riprova di ciò si osservi la seguente tabella elaborata dall’Istituto Superiore di Sanità.

Peraltro, è sotto gli occhi del mondo ciò che accade quando un agente patogeno è libero di circolare e non esiste un vaccino in grado di arginarlo. Basti pensare alla pandemia da C

Nonostante gli enormi successi riscossi dalla vaccinazione, negli ultimi anni, determinati blog hanno diffuso tramite social migliaia di fake news riguardo i vaccini. In cerca di più click possibili, sono state diffuse teorie complottiste sia sui vaccini sia sulle case farmaceutiche che li producono. Da una parte, i vaccini contribuirebbero ad indebolire le persone fino a portarle a gravi patologie o addirittura la morte. Dall’altra, le cause farmaceutiche appoggerebbero la diffusione di vaccini poco sicuri in nome del profitto.

Anche se i vaccini contengono sostanze che potrebbero causare – molto raramente – effetti collaterali, una correlazione tra vaccinazioni e determinate patologie gravi/mortali non è stata mai provata scientificamente. Un vaccino, prima di raggiungere il mercato, è sottoposto a centinaia di rigidi controlli attraverso specifiche fasi di test; quest’ultime possono durare anche anni. Allo stesso tempo, la versione per cui le case farmaceutiche preferirebbero i vaccini rispetto ad altri prodotti farmaceutici è sfatata dai numeri. I ricavi derivanti da prodotti farmaceutici generici sono decisamente maggiori rispetto a quelli connessi ai vaccini. Basti pensare che i farmaci, più redditizi, vengono peraltro somministrati per lunghi periodi o per tutta la vita; i vaccini, al contrario, per brevissimi periodi o addirittura una tantum.

Ne deriva che queste accuse non poggiano su alcuna base scientifica o razionale. Eppure, a causa di questa disinformazione di massa, dal 2010, in alcuni Paesi, è stata rilevata un’importante diminuzione delle vaccinazioni raccomandate e obbligatorie.

Ad esempio, per quanto riguarda le vaccinazioni antinfluenzali negli anziani (over65), l’andamento mostrava un trend pressoché positivo fino al 2008/2009. Si era passati dal 40,7% del 1999/2000 al 66,2% del 2008/2009. A partire dalla stagione 2009/10, si è però osservato un drastico calo e si è arrivati ad una copertura del 48,6% nella stagione 2014/2015. Solo grazie ad una campagna di informazione massiva, nella stagione 2018/2019 si è ritornati ad un livello accettabile, pari al 53,1%. L’obiettivo sarebbe quello di arrivare nei prossimi anni al 75%.

Il problema, come anticipato, non riguarda solo le vaccinazioni raccomandate, come quella dell’influenza, ma anche quelle obbligatorie. La situazione è potenzialmente molto grave. Se non viene mantenuto un livello ottimale di copertura vaccinale, malattie che sono state temporaneamente eliminate in Italia, come poliomielite o difterite, possono riemergere. Difatti, gli agenti infettivi continuano a circolare in tutto il mondo.

Per tale motivo, dal 2017, in Italia è stato previsto l’obbligo di vaccinazione per determinate malattie e categorie di individui. Difatti, vaccinarsi è di fondamentale importanza. Significa proteggere sé stessi, ma anche essere responsabili per coloro che, per particolati condizioni di salute, non possono sottoporsi alla vaccinazione.

Il decreto legge n. 73 del 2017 ha portato il numero di vaccinazioni obbligatorie, da 0 a 16 anni, da 4 a 10. Le vaccinazioni obbligatorie sono le seguenti: anti-poliomielitica, anti-difterica, anti-tetanica, anti-epatite B, anti-pertosse, anti-Haemophilus tipo b, anti-morbillo, anti-rosolia, anti-parotite, anti-varicella. L’obiettivo principale è quello di raggiungere, per queste patologie, le soglie di vaccinazione che garantiscono la cosiddetta “immunità di gregge”. Tali soglie proteggono indirettamente anche coloro che, per motivi di salute, non possono essere vaccinati; non comportano la scomparsa di una malattia, ma rappresentano la condizione indispensabile per interrompere la circolazione incontrollata degli agenti patogeni.

In Italia, le vaccinazioni obbligatorie sono gratuite e, dal 2017, il rispetto degli obblighi vaccinali diventa un requisito per l’ammissione all’asilo nido e alle scuole dell’infanzia. Dalla scuola elementare in poi, i bambini e i ragazzi possono accedere comunque a scuola, ma l’ASL attiva un percorso di recupero della vaccinazione.

Il Piano nazionale prevenzione vaccinale 2019-2021, approvato nella Conferenza Stato-Regioni, definisce il calendario vaccinale nazionale; prevede inoltre un’anagrafe nazionale dei vaccini per monitorare l’attuazione dei programmi vaccinali e fornire maggiori informazioni agli organi nazionali, comunitari ed internazionali nell’ambito della tutela della salute, anche mediante l’elaborazione di indicatori a fini comparativi.

TAKE AWAY

► Le vaccinazioni sono una vera e propria conquista della medicina moderna. Nel decennio 2010-2020 si stima abbiano salvato la vita a circa 25 milioni di persone globalmente.
► In Italia hanno consentito di combattere o di debellare decine di malattie. L’aspettativa di vita media, anche grazie alle vaccinazioni, è aumentata di circa 40 anni nell’ultimo secolo.
► Negli ultimi 10 anni sono state diffuse molte fake news riguardo i vaccini, che ne hanno minato il peso scientifico. Sono calati di conseguenza i tassi di copertura vaccinale.
► Per far fronte a questa emergenza, l’Italia ha imposto la vaccinazione obbligatoria per 10 patologie nella fascia 0-16 anni.

Fonti:
OMS – Decade of Vaccines: Global Vaccine Action Plan 2011-2020 – Maggio 2012
Ministero della Salute – Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale 2019-2021- Gennaio 2019
Ministero della Salute – Sito tematico dedicato alle Vaccinazioni – Gennaio 2020
Istituto Superiore di Sanità – Riflessioni sulle coperture vaccinali 2017 – Maggio 2018
Istituto Superiore di Sanità – L’impatto dei programmi vaccinali in Italia – Marzo 2018
D.L. 7 giugno 2017, n. 73 – Disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale – Giugno 2017