La demografia globale

Nel XX secolo, nei Paesi più sviluppati, si è assistito al passaggio da una condizione di demografia naturale, caratterizzata da alti tassi di fecondità e mortalità, a una condizione di demografia evoluta, caratterizzata da bassi tassi di fecondità e mortalità. Il fenomeno è stato già accennato nell’articolo che ha trattato la demografia in Italia. Il rallentamento della fecondità è stato determinato soprattutto dalla disponibilità dei metodi contraccettivi e dall’evoluzione di alcuni fattori culturali; il rallentamento del tasso di mortalità è legato all’enorme progresso scientifico e al miglioramento costante delle condizioni economiche medie della maggior parte della popolazione.
Il tasso di mortalità è diminuito in modo più prorompente rispetto al tasso di fecondità. Ciò ha causato una vera e propria esplosione della popolazione mondiale.

  • Circa 30.000-35.000 anni fa, la popolazione mondiale era di qualche centinaia di migliaia di persone;
  • Nell’anno 0 si calcolano circa 200-250 milioni di persone;
  • Nel 1750 la popolazione triplica rispetto all’anno 0 e arriva a 770-790 milioni;
  • Nel 1950 la popolazione triplica di nuovo rispetto al 1750 e supera i 2,5 miliardi;
  • Tra il 1950 e il 2020 la popolazione triplicata nuovamente ed oggi si contano circa 7,8 miliardi di abitanti.

In sostanza, sono occorsi decine di migliaia di anni per superare il primo miliardo di abitanti (raggiunto nel 1804); poco più di 120 anni per raggiungere il secondo miliardo (1927); 12 anni per passare dal sesto (1999) al settimo miliardo (2011).
Secondo l’ONU, per la prima volta nella storia, a fine 2018, gli over 65 hanno superato, a livello globale, i bambini sotto i 5 anni. L’aspettativa di vita alla nascita globale ha raggiunto 72,6 anni, un miglioramento di oltre 8 anni dal 1990. Inoltre, tra il 2010 e il 2020, 36 Paesi registreranno un’immigrazione di oltre 200.000 persone (14 di questi di oltre 1 milione di persone).
Di seguito le proiezioni ONU del 2019 sulla crescita della popolazione mondiale dal 2020 al 2100.

Come si evince dai grafici, secondo l’ONU:

  • Nel 2100 circa, la popolazione mondiale si assesterà intorno ai 10,875 miliardi di persone contro le 7,8 di oggi (scenario inferiore 9,7 – scenario superiore 12,7). Il tasso di fertilità globale (già sceso da 3,2 nel 1990 a 2,5 nel 2019) arriverà a 2,2 nascite per donna nel 2050;
  • Asia e Africa saranno i protagonisti principali dell’evoluzione demografica nei prossimi 80 anni. La prima, nel 2100, continuerà a essere l’area con più abitanti del mondo, ma dal 2050 comincerà a registrare una diminuzione della sua popolazione. La seconda vivrà uno sviluppo demografico costante e importante sulla scia di quanto accaduto ai Paesi in via di sviluppo nel passato; arriverà a lambire il primato dell’Asia attorno al 2100;
  • In generale, i Paesi a reddito basso saranno quelli che registreranno un’impennata demografica maggiore; i Paesi a reddito medio-basso continueranno ad accrescere la propria popolazione fino a stabilizzarsi nel 2085 circa; quelli a reddito medio-alto diminuiranno gradualmente la propria popolazione dopo il 2050; i Paesi ad alto reddito (sostanzialmente i Paesi OCSE, tra cui l’Italia) non vedranno né accrescere né diminuire la propria popolazione in media.

Di seguito un focus sull’evoluzione demografica dei Paesi più popolosi al 2100 e una panoramica sulla stessa evoluzione dei maggiori Paesi Europei, tra cui l’Italia.

Più della metà dell’aumento di popolazione previsto da qui al 2050 sarà concentrato in nove paesi: India, Nigeria, USA, Pakistan, Congo, Indonesia, Etiopia, Tanzania e Egitto. In questo ordine, con la Cina tra l’India e la Nigeria, questi saranno i Paesi più popolosi nel 2100. Attorno al 2027 l’India dovrebbe infatti superare la popolazione della Cina e diventare il Paese più popoloso della terra. In Europa, tutti i Paesi principali per popolazione perderanno una quota di residenti, ad eccezione del Regno Unito. Tra questi, l’Italia perderà molti più abitanti rispetto agli altri Paesi.

Le analisi sopra riportate non possono essere ritenute accurate al 100%, in quanto stimare con precisione l’evoluzione di una popolazione è un procedimento estremamente complesso. Ciononostante, gli studi demografici risultano estremamente utili e raramente registrano errori statistici grossolani. Studiare come e perché una o più popolazioni evolvono nel tempo dal punto di vista quantitativo, permette di approfondire i meccanismi sociopolitici ed economici che sono alla base della storia passata e di intravedere alcune traiettorie del futuro.
I numeri appena esposti innescheranno imponenti evoluzioni sul mercato del lavoro, sui bisogni e sulla cultura di intere popolazioni. Tutto ciò comporterà chiare ripercussioni a livello geopolitico. Molte aree del mondo, nei prossimi 80 anni, saranno costrette a cambiare la loro strategia di politica internazionale sulla base di questi cambiamenti.

TAKE AWAY

► Sono occorsi decine di migliaia di anni per superare il primo miliardo di abitanti (1804); 120 anni per raggiungere il secondo miliardo (1927); 12 anni per passare dal sesto (1999) al settimo miliardo (2011). Attualmente il mondo è popolato da 7,8 miliardi di persone.
► Per la prima volta nella storia, a fine 2018, gli over 65 hanno superato, a livello globale, i bambini sotto i 5 anni. L’aspettativa globale di vita alla nascita ha raggiunto 72,6 anni.
► Nel 2100 circa, la popolazione mondiale si assesterà intorno ai 10,875 miliardi. I Paesi a reddito basso saranno quelli che registreranno un’impennata demografica maggiore. I Paesi africani in primis.
► India, Cina, Nigeria, USA, Pakistan, Congo, Indonesia, Etiopia, Tanzania e Egitto saranno, in quest’ordine, i Paesi più popolosi nel 2100. Tutti i principali Paesi UE per popolazione perderanno una quota di residenti, compresa l’Italia. La popolazione italiana nel 2100 sarà probabilmente composta da circa 40 milioni di residenti, 20 milioni in meno di quelli attuali.

Fonti:
Massimo Livi Bacci -Treccani: popolazione, storia ed evoluzione – 2007
ONU – World Population Prospects 2019: Highlights – Giugno 2019
ONU – World Population Prospects 2019: Probabilistic projections – Giugno 2019